Le sfide dell’infosfera al pensiero credente

Per definire i cambiamenti di un’epoca in cui sembra impossibile una vita non pervasa dalla digitalizzazione, alcuni studiosi hanno parlato di «condizione post-mediale», uno stadio in cui il confine tra noi e i mezzi che usiamo per comunicare è talmente sottile da rischiare di sparire. Tale scenario fantascientifico è visitato dall’autore di questo agilissimo ma approfondito pamphlet, che senza perdere la calma accoglie le sfide poste dell’evoluzione tecnologica nei suoi aspetti più controversi.

Per comprenderli efficacemente, e capire come stia cambiando l’essere umano che li usa, l’autore suggerisce altre griglie interpretative offerte dalla storia della filosofia (da Platone a Benasayag, passando per tutto il Novecento) paragonando i cambiamenti nel vissuto, nel pensiero e nelle scelte dell’umanità a quelli generati dalla scoperta delle tecniche agricole e dall’invenzione della scrittura. L’esplorazione, acuta e appassionante, si conclude nelle maglie fitte della rete e della sua «razionalità algoritmica», di cui si mostrano le ripercussioni sulla vita pubblica e sulle decisioni politiche.
Nonostante il titolo del libro, Bergamaschi non parla mai espressamente di Chiesa o di pastorale, limitandosi a una serie di spunti. Ne cogliamo uno. In un rapido passaggio, l’autore recupera il celebre schema divisorio con cui Umberto Eco separava negli anni Sessanta «apocalittici e integrati». Applicando lo schema al «pensiero credente» del nostro secolo, possiamo immaginare il cristiano interpretare entrambi i ruoli: «apocalittico», perché teso verso il destino ultimo della rivelazione, e «integrato» perché solamente «nel mondo ma non del mondo» – come suggerisce la Lettera a Diogneto – si può essere sale della terra.
M. Bergamaschi, Infochiesa. Le sfide dell’infosfera al pensiero credente, Elledici, Torino 2022, pp. 60, euro 5,90
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