Le pietre miliari del processo del secolo

Breve cronologia per non dimenticare le tappe salienti dell’affaire Andreotti-mafia

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31 dicembre 1992 Il giornalista John Tagliabue firma sul New York Times una pagina dedicata a Giulio An-dreotti. Vi si legge: “Andreotti, a 74 anni, è fuori dal governo, è solo un senatore, il suo ruolo all’interno della DC si è indebolito, e rischia che un comitato parlamentare che indaga sulla criminalità organizzata lo sottoponga ad un interrogatorio”.

27 marzo 1993 In 246 pagine arriva al Senato la richiesta di autorizzazione a procedere. Secondo i magistrati guidati da Giancarlo Caselli Andreotti è sospettato di concorso esterno in associazione mafiosa.

6 aprile 1993 La Commissione Antimafia vota a larga maggioranza la relazione predisposta da Violante, che mette sotto accusa Andreotti.

16 aprile 1993 Il pentito Balduccio Di Maggio racconta l’episodio del bacio tra Andreotti e Totò Riina, che sarebbe avvenuto il 20 settembre 1987.

13 maggio 1993 Il Senato della Repubblica concede l’autorizzazione a procedere.

21 maggio 1994 La Procura di Palermo cambia il capo di accusa contro Andreotti. Non più “concorso esterno in associazione mafiosa” ma “associazione a delinquere semplice e di stampo mafioso”.

26 settembre 1995 Inizia a Palermo il processo contro Giulio Andreotti.

8 aprile 1999 Per Andreotti vengono chiesti 15 anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. La requisitoria occupa 23 udienze e oltre 20mila pagine di verbali.

12 ottobre 1999 Dopo oltre 4 anni di dibattimento, 234 testimoni d’accusa, 116 testimoni della difesa e 250 udienze il Tribunale presieduto da Francesco Ingargiola entra in camera di consiglio.

23 ottobre 1999 Il senatore a vita Giulio Andreotti è assolto “perché il fatto non sussiste”.

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