«Le madri surrogate devono pensare al business. Devono capire che questi non sono i loro figli»

Il Corriere pubblica una videoinchiesta esclusiva sugli incontri segreti e illegali per l’utero in affitto in Italia. «Abbiamo 2.000 giovani donne pronte negli Stati Uniti e in Canada»

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Tutti quelli che parlano di dono della maternità surrogata (gpa) dovrebbero vedere il video dell’inchiesta esclusiva realizzata da Antonio Crispino e Monica Ricci Sargentini, pubblicata oggi sul corriere.it. Sargentini, già autrice dei reportage sul business della surrogacy in California, aveva raccontato a giugno in un pezzo eloquente fin dal titolo, “‘Madre surrogata? La troviamo noi’. Gli incontri (illegali) dell’agenzia Usa”, cosa era successo in una piccola stanza al secondo piano di un albergo di lusso a Roma, quando, fingendosi una coppia sterile, i due colleghi avevano partecipato a uno degli appuntamenti organizzati da Mario Caballero, direttore e fondatore dell’agenzia per la maternità surrogata Extraordinary Conceptions (la stessa a cui si sarebbe rivolto Nichi Vendola) con sede in California (qui trovate l’intervista a Tempi).

«NESSUNA DISCRIMINAZIONE». Ecco dunque il video dell’incontro raccontato da Sargentini, il cui articolo aveva indotto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a chiamare i Nas e avviare un’indagine che ha annullato tutti gli appuntamenti di Caballero in Italia. Nel nostro paese infatti la legge 40 punisce con la reclusione fino a due anni e una multa fino a un milione di euro chiunque realizza, organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità. Appuntamenti segreti e illegali dunque, come quello di Roma, cui partecipano insieme ai giornalisti in incognito altre tre coppie, italiane ed eterosessuali: «Come sono arrivate qui queste persone? Chi ce le ha mandate?» si chiedono i giornalisti, «l’agenzia ha pubblicizzato l’arrivo del suo guru su alcuni siti che si occupano di sanità ma le coppie che sono qui non sembrano assidue frequentatrici del web, la notizia deve essergli arrivata per altri canali». Nel video Caballero esordisce affermando che «sono undici anni e mezzo che mi occupo di tutto ciò. Come agenzia non facciamo alcun tipo di discriminazione, uomini single, donne single, omosessuali, lesbiche, persone anziane. Abbiamo detto “no” solo a una persona ma aveva 93 anni». Cita il caso di una donna appena tornata a Roma con due gemelli e afferma di avere aiutato un calciatore spagnolo molto famoso.

«DUEMILA DONNE A CATALOGO». Si comincia con una consultazione gratuita offerta da tre medici via Skype e con la visione quella del catalogo, sia dei donatori (sperma/ovuli) che delle surrogate: «Abbiamo 2.000 giovani donne negli Stati Uniti e in Canada e potete vedere anche le foto di queste donne di quando erano piccole e poi sono cresciute». Sbrigate le visite mediche si procede quindi alla stesura del contratto curata da uno studio legale, «qualunque cosa vi faccia sentire bene potete inserirlo nel contratto», dall’agopuntura al parto in vasca.

REPRIMERE L’ISTINTO MATERNO. Caballero afferma di ricevere dalle 150 alle 200 candidature al mese per diventare una surrogata, «ma ne scegliamo solo circa 20 perché vogliamo che abbiano un approccio orientato al business, vogliamo che pensino al business e non abbiano un approccio emotivo. Non ho bisogno di persone emotive che dicano: “Come sta il nostro bambino?”. Io voglio che non ci facciano proprio niente con il vostro bambino». Ad aiutare la repressione dell’istinto materno ci pensa una psicologa che assiste la surrogata per tutta la gravidanza ricordandole che “questo non è il tuo bambino”: «Al momento del parto [la surrogata] avrà parlato così tante volte con il nostro staff che siamo sicuri che non ci saranno problemi».

Il BUSINESS IN ITALIA. «Quando nasce il bambino, lo porto qui in Italia e vengo registrata come mamma?», «Yes», risponde Caballero, srotolando una mappa degli Stati Uniti dove, nella zona ovest, è in corso una guerra commerciale con i cinesi che stanno facendo lievitare i costi del business dell’utero in affitto, e indicando nella Carolina del Nord l’apertura di una nuova sede apposta per il mercato europeo. «Appena nato il bambino è cittadino americano. Dopo cinque anni può diventare cittadino italiano se volete». In Italia, aggiunge Caballero, «lavoro con due avvocati e mi dicono sempre: “Mario, abbiamo bisogno di più clienti in Italia”», spiega di applicare infatti la tariffa più economica al mondo. «Per lo stesso servizio a un cinese chiedo 15 mila dollari in più».

«INCONTRI ILLEGALI». Il video si conclude con le conversazioni tra partecipanti, «tutti a conoscenza del fatto che si tratti di incontri illegali e di essere stati invitati a fare presto prima di un eventuale intervento legislativo»: «Qui quello che fanno è reato». «In Italia non è legale», «Non lo è e non lo sarà mai», «La parola d’ordine infatti adesso è “sbrigarsi” prima che [gli impedimenti] si tramutino in legge».

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