L’attrice Jennifer Garner ritrova la fede sul set. «È stato un dono del film»

Durante le riprese del film Miracles from Heaven è tornata alla Chiesa metodista che frequentava da piccola: a Hollywood «un credente è considerato un outsider»

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Non capita spesso che le cronache e il gossip hollywoodiani parlino della fede cristiana, ma questa volta sono stati costretti dopo che una delle attrici più immortalate dai paparazzi del grande schermo ha raccontato la sua conversione, avvenuta durante le riprese del film Miracles from Heaven, atteso nelle sale americane il 18 marzo.

JENNIFER GARNER. «È qualcosa di cui non ho mai parlato… perciò sono un po’ nervosa». È così che Jennifer Garner ha cominciato la conferenza stampa di presentazione della pellicola prodotta dalla Columbia Pictures, per parlare di una storia che «è stata messa lì apposta per me». La sceneggiatura è tratta dal racconto autobiografico di Christy Beam, madre di Anna (Kylie Rogers), una bambina oggi 13enne guarita inspiegabilmente da una malattia rara e potenzialmente mortale. Il film, come l’omonimo libro, racconta la vicenda di una famiglia americana dalla fede profonda, messa alla prova quando la piccola Anna, a 10 anni, comincia a dare i primi segni del male che la porterà a non poter più alimentarsi naturalmente.

COMA E GUARIGIONE. La diagnosi irreversibile getta la madre e il padre Kevin (Martin Henderson) nello sconforto e li spinge a lottare per cercare delle cure che possano per lo meno rallentare il corso della malattia e alleviare i dolori della figlia. Improvvisamente, però, la piccola cade da un albero e finisce in coma. Al suo risveglio accade il miracolo, perché la bambina è completamente guarita e racconta ai genitori di essere stata in paradiso.

RISCOPERTA DELLA FEDE. Garner (che interpreta Christy nel film) ha spiegato che quando era piccola e abitava in Texas era solita frequentare la Chiesa metodista. Poi si è allontanata anche perché nella città dove si è trasferita, Los Angeles, «non si parla mai di fede» e quando se ne parla lo si fa in modo «del tutto politico». Tanto che «se sei una persona credente vieni considerato come un outsider e non c’è modo di creare legami». Secondo l’attrice, infatti, nell’immaginario del mondo dello spettacolo i credenti sono spesso raffigurati come gente strana, «mentre quello che ho imparato facendo questo film è che sono persone normali». Garner aveva già ammesso durante le riprese di essere cambiata comprendendo che i miracoli sono le cose e le persone che «diamo per scontati» e di essere rimasta colpita dalla famiglia Beam, che definisce «una normale e stupenda famiglia guidata dalla propria fede, che permette di attraversare la circostanza più dure della «vita».

«MAMMA, NON CI PORTI MAI IN CHIESA». Soprattutto durante le riprese l’attrice ha compreso che la presenza di Dio è reale e che la comunità è importante. «Mentre raccontavo ai miei [tre] figli del film, mi hanno detto: “Mamma, ma tu non ci porti in chiesa”. Quindi quella domenica ci siamo andati e oggi ci sono andati anche senza di me». Questa decisione «è stata un dono del film, a cui sono immensamente grata». Se Garner ha voluto parlarne in conferenza stampa è perché «non sarei giusta nei confronti del film e non sarei vera con me stessa [se non lo facessi]». Dopo dieci anni di matrimonio con Ben Affleck, all’inizio dell’estate scorsa l’attrice aveva annunciato il suo divorzio. Ora sembra essere tornata sui suoi passi in merito alla separazione.

Foto Ansa


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