Last week, next week 28/99

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Luciano Violante Nello scontro sulla giustizia riscaldatosi in queste settimane perché la sinistra ha introdotto un emendamento contro Cesare Previti nella legge sul giudice unico e ha tenuto un atteggiamento squilibrato sulla questione dell’autorizzazione delle intercettazioni telefoniche ai parlamentari, tra chi ha tenuto un atteggiamento particolarmente modertao vi è stato Luciano Violante. Si è contestata la sua decisione di rinviare la discussione sul giusto processo per dare spazio a quella sul giudice unico (con annesso emendamento Previti), ma ben altro avrebbe potuto fare un presidente della Camera che avesse voluto comportarsi in modo fazioso. Anche nella sua intervista di domenica sul Corriere della Sera ha ricordato come vada trovato un compromesso tra esigenze di libertà ed efficienza nella Giustizia. Un compromesso per uscire dagli abusi della rivoluzione giudiziaria, va fatto. È meglio farlo con quelli che l’hanno guidata.

Emma Bonino A molti non piace il modo dei radicali di fare politica, sempre strillato, sempre ultimativo. Alla fine più di testimonianza che cotruttivo. Eppure Emma Bonino con alcuni dei suoi ultimi referendum inquadra il problema centrale della società italiana d’oggi. Se questa debba e possa svilupparsi avendo al suo centro un enorme potere dei sindacati. Sergio Cofferati dice che l’attacco della Bonino è ai diritti collettivi, contrapposti a quelli individuali, privilegiando la libertà contro l’uguaglianza. Il ragionamento della Bonino è un altro: lo stato deve garantire l’uguaglianza di base, i corpi intermedi debbono agire senza conculcare le libertà individuali. Se il sindacato, con poteri e finanziamenti, si fa Stato, diventa un elemento di oppressione. Non va dimenticato, poi, che al di là delle questioni di principio sia l’Italia sia la Germania (gli unici due grandi paesi Occidentali dove il sindacato abbia ancora un potere che pesa su tutta la società) hanno le economie appesantite da una serie di vincoli e rigidità che li hanno portati in coda alle classifiche dello sviluppo economico.

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