Last week, next week 21/99

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Giorgio Fossa Giorgio Fossa nell’assemblea annuale di Confindustria ha detto anche cose intelligenti, ma nei confronti di Massimo D’Alema sembrava il ragionier Fantozzi con il suo super-stellar-megagrand-truff-manager: aveva i diti intrecciati. Quando D’Alema gli ha rimproverato di aver firmato un patto a dicembre e gli ha intimato di stare a quel patto, Fossa ha abbozzato. In Italia ci sono gli imprenditori piccoli-medi che, dopo aver per lunghi anni delegato alla Dc la loro rappresentanza, alternano fiammate che producono mostri del tipo della Lega Nord a lunghe ritirate. Mentre la grande impresa cerca compromessi con il potere, Fossa fa quel che può (non molto). Finché Sergio Cofferati fa comizi per i Ds e Sergio D’Antoni corre per segretario dei popolari, se il capo degli industriali invece di far politica si rimette alla bontà di D’Alema, combinerà poco.

Antonio Fazio Antonio Fazio con il suo discorso annuale a Bankitalia si è confermato l’unico serio punto di riferimento per gli “sviluppisti” di questo paese. Crocifisso quando avvertiva come l’euro sarebbe stato un Purgatorio per l’Italia, appare adesso alla sinistra che affannosamente cerca di uscire dalla crisi economica innanzitutto occupazionale dell’Italia come un punto di riferimento indispensabile. Nel Governatore colpisce la capacità di intrecciare una visione generale molto chiara con una capacità di difendere le condizioni anche concrete dello sviluppo italiano, come per esempio l’autonomia di un sistema finanziario nazionale. Grandi scenari e gestione di interessi precisi: non è facile dominare entrambi questi campi dell’agire umano. Una visione insieme intensa e divinamente operosa del cattolicesimo mi pare aiuti Fazio a essere una spanna sopra ad altri protagonisti della nostra economia.

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