Last season, next season

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Massimo D’Alema La stagione ’98-’99 inizia con la presidenza del Consiglio di Massimo D’Alema a ottobre. Si conclude, così, la fase di Romano Prodi segnata dal frontismo anti-Berlusconi, che teneve insieme da Fausto Bertinotti a Lamberto Dini, e dal “commissariamento europeo”, la delega delle grandi decisioni agli gnomi di Francoforte. D’Alema ha cercato di: 1) ridare spazio ai partiti, 2) riaprire un dialogo con l’opposizione, 3) conquistare visibilità internazionale (dopo il successo degli eurosocialisti), 4) modernizzare. Ha ottenuto: 1) i partiti del centrosinistra sono allo sbando, 2) passi in avanti, per esempio l’elezione di Carlo Azeglio Ciampi, 3) con il Kosovo, un profilo internazionale più convincente (e poi la presidenza europea di Prodi), 4) la prospettiva è ostruita da uno strapotere del sindacato che non si riesce ad aggirare. In campo economico, poi, D’Alema si è permesso una maggiore equidistanza tra i potentati economici rispetto a Prodi (vedi il caso Telecom).

Silvio Berlusconi La stagione ’99-2000 inizierà con la Finanziaria dove si vedrà se D’Alema può tentare scelte riformiste o no (vedi pensioni). Se farà scelte di innovazione, conquisterà un ruolo politico centrale. Ma è difficile che ce la faccia; una parte decisiva del suo movimento è controllata dal sindacato e lui non ha la forza per contrastrare questa realtà. Si tratterà di capire se la situazione economica determinerà rotture clamorose o se una ripresina europea darà spazio per una politica di rinvii. Quest’ultimo scenario sembra la scelta più probabile. In questo caso il centrosinistra arriverà sempre più stanco alle scadenze di primavera (le Regionali e forse i referendum radicali) e allora si potrebbero determinare rotture nel ventre molle del centrosinistra (diniani-mastelliani-settori dei popolari). Silvio Berlusconi, per adesso, sembra aver ben impostato l’opposizione. Si tratta di capire se scatteranno nuove iniziative di tipo giustizialista per destabilizzare il centrodestra.

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