Lasciarci la pelle (per moda)

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“L’abito è morto. Il corpo evolve”. Questo è lo slogan che accompagnerà la moda del 2000, secondo Vichy Hassan, proprietario dell’azienda Sixty, produttrice di marchi jeans e moda giovane quali Energie, Miss Sixty e Killah Babe. Durante l’ultima edizione d’Inter-Jeans, la fiera più importante a livello europeo del settore, lo stand di Sixty s’è, infatti, ispirato a tutte le manipolazioni alle quali può essere sottoposto il corpo. “Mi accorgo che sono sempre di più, e d’età sempre più giovane, i ragazzi che vogliono cambiare il loro aspetto”, spiega Hassan. Cominciano da un tatuaggio, o da un piercing, poi possono pensare a farsi sollevare un po’ gli zigomi facendosi impiantare delle piccole protesi di silicone… Hassan ha pensato di mostrare in quanti modi si può “giocare” con il proprio corpo. Ha allestito una finta camera operatoria dove vengono simulate finte operazioni di chirurgia plastica, corredate, però, da video di operazioni vere. Ha installato computer grazie ai quali ognuno può modificare la propria immagine. Inoltre, ha raccolto in una serie di vetrinette gli esempi più diversi di trasformazione. I più semplici sono il tatuaggio, il piercing, l’extension (l’applicazione di ciocche di capelli, in colori naturali e non, che permettono di avere in poco tempo chiome più lunghe), la depilazione per elettrocoagulazione, l’impianto di protesi di silicone per aumentare le più diverse parti del corpo. Altre operazioni sono più inquietanti: si possono sollevare le orecchie, limare i denti, è possibile farsi incidere il corpo con lame affilatissime per avere cicatrici permanenti (scarification), oppure farsi tatuare con una lamina di metallo rovente, come si fa con il bestiame, ma anche sembra che sia possibile “coltivare” in laboratorio la cute. Secondo Sixty, è il corpo il nuovo vestito del 2000, è lui che subisce i diktat della moda. Ma saremo davvero tutti così masochisti?

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