La Virginia boccia la legge contro le terapie riparative

Christopher Doyle, ex omosessuale, ha testimoniato davanti al Parlamento: «Il gruppo che più parla di tolleranza discrimina chi ha scelto un’altra strada»

I genitori potranno continuare a decidere liberamente di aiutare i loro figli con emozioni omosessuali. Giovedì scorso, dopo un serie dei testimonianze, la commissione Welfare del Parlamento della Virginia ha bocciato il disegno di legge che mirava a bandire le terapie per modificare l’orientamento sessuale ai minori di 18 anni.

IL DIBATTITO. Una vittoria per il movimento degli ex omosessuali che sta combattendo contro il tentativo in atto in altri Stati di vietare ai minorenni con attrazioni per persone dello stesso sesso di sottoporsi a percorsi di aiuto psicologico. Il divieto era già entrato in vigore in California nel 2012 tramite sentenza e il 19 agosto in New Jersey. In Virginia il disegno di legge, HB 1135, è stato introdotto alla Camera a metà gennaio dal cattolico democratico Patrick A. Hope: «È molto chiaro che l’orientamento sessuale è immutabile», aveva sostenuto il deputato. Ma la Family Foundation, l’associazione che tutela la famiglia in Virginia, aveva risposto dicendosi incredula per il fatto che «il partito che pretende di difendere la libertà di scelta e di espressione è impegnato a limitare sia i terapisti sia i genitori dei ragazzi che soffrono a causa della loro sessualità. La discriminazione contro chi ha abbandonato lo stile di vita omosessuale è un insulto a centinaia di persone e di famiglie».

LA TESTIMONIANZA DELL’EX GAY. È proprio di questo cambiamento che Christopher Doyle, psicoterapeuta e presidente dell’associazione Voice of the voiceless, ha parlato davanti alla Camera della Virginia raccontando la sua storia. Doyle, infatti, riuscì mutare le sue emozioni omosessuali proprio grazie alle terapie che la legge voleva bandire, dopodiché si sposò e dal matrimonio nacquero tre figli. Lo psicoterapeuta era già intervenuto nel dibattito aperto in New Jersey, per mettere in luce le falle di coloro che sostengono il divieto e ricordando che la minoranza degli ex omosessuali era stata riconosciuta nel 2009 dallo Stato di Washington D.C.

QUALE TOLLERANZA? Voice of the voiceless ora si sta battendo affinché questo riconoscimento avvenga anche a livello federale: «Nel 2008 l’American psychological association (Apa) ha dovuto ammettere che non è stato trovato alcun ormone o gene dell’omosessualità», ha chiarito Doyle intervistato dalla Cbn News. «Ma il gruppo che più parla di tolleranza discrimina con violenza chi, come me, ha scelto un’altra strada. Sono grato di poter aiutare molte persone ad uscire dall’omosessualità e voglio poter continuare a farlo e dirlo».