La storia (non agiografica) di madre Cabrini

Squilla la tromba

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Giugno ’98. Leggiamo su Tempi un articolo di Anselma Dall’Olio. Ci parla di Madre Francesca Saverio Cabrini, “una piccola lombarda malaticcia, che fonda il primo ordine di missionarie italiane… ‘mother Cabrini’ ha lasciato una grande traccia nella coscienza americana per la sua vasta e complessa opera a favore degli emigrati, soprattutto ma non solo italiani”.

Maggio ’99. Ci regalano un libretto fotocopiato: “Francesca Saverio Cabrini (1850-1917)”. Leggiamo: “tra il 1876 e il 1914 emigrarono circa 14 milioni di italiani… è l’epoca in cui i bar delle città americane espongono cartelli per avvertire che “l’ingresso è vietato a negri e italiani”. Un giorno del 1879 un deputato osò leggere al Parlamento italiano la lettera di un colono veneto: “siamo qui come bestie: viviamo e moriamo senza preti, senza maestri, senza medici”. I politici italiani chiudevano però gli occhi. Alcuni anni dopo la Cabrini avrà fatto da sola, per amore di Cristo, quello che il governo non aveva mai saputo fare. “Fondazioni, convitti, scuole, orfanatrofi, ospedali, a New York, New Orleans, Chicago, Seattle, Denver, Los Angeles, Nicaragua, Buenos Aires, Brasile, Madrid, Parigi, Inghilterra… Il Commissario del governo italiano per l’Emigrazione le dirà: “Madre Cabrini, fa più lei per gli emigrati italiani che tutto il ministero degli Esteri messo assieme”. Quando morì, nel 1917, i nostri emigrati dissero che “l’italiano Colombo aveva scoperto l’America, ma solo lei, Francesca, aveva scoperto gli italiani in America”.

– Chiediamo ad amici ed insegnanti: “hai mai sentito parlare di Madre Francesca Cabrini?”. Risposta: “No”.

– Guardiamo sui libri di testo di storia. Niente.

– leggiamo su una storia della Chiesa: “alla sua morte, avvenuta a Chicago il 22 dicembre 1917, le suore del suo ordine sono 15mila e le case da lei fondate 67. Nel 1946 Pio XII la proclama santa. Patrona degli emigranti”.

Già, cattolica e santa, quindi esce dai libri di storia ed entra nei libri dei santi. “Una storia della Chiesa che ignori questa fragile donna è gravemente manchevole; una storia d’Italia che non voglia parlarne è settaria”. Anselma Dell’Olio “Opera, il tuo nome è donna”, in Tempi, 3 giugno ’98. A. Sicari, “Santa Francesca Saverio Cabrini”, in Ritratti di santi, vol. IV, Jaka Book.

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