La salute è un’opinione (precaria)

Il bicchiere. Enogastronomia politica

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Sapete com’è la storia? Ci sono notizie che durante il resto dell’anno non se le fila nessuno, ma che appena si svuotano le redazioni appaiono fresche-fresche. I maggiori quotidiani italiani, a metà luglio, hanno cercato di fare salire l’adrenalina alle mamme che stavano spaparanzate sulle spiagge a prendere il sole. “Il latte materno è dannoso” – dice una ricerca del WWF inglese – “conterrebbe sostanze tossiche”. E Pratesi scrive alla Bindi. Non vogliamo pensare a che provvedimento salterà fuori, ma dopo il tentativo sul vino vedrete che anche sul latte materno qualcuno vorrà scrivere “nuove gravemente alla salute”, magari iniziando dai topless esibiti con abbondanza sulle spiagge italiane. Dal Giornale arriva invece la notizia che tutti ci aspettavamo: “Riabilitato il colesterolo (insieme con uova e noci)”. E i cibi più sani sarebbero aglio e cipolla. Ma questo lo sapevamo. È comunque sconcertante dover leggere per l’ennesima volta, quasi ciclicamente “il tutto e contrario di tutto” nell’informazione che riguarda la nostra salute. Non c’è una certezza generalizzata, ma ci si attarda sui particolari, sublimandoli. Sembra la stessa esperienza dell’uomo di questa epoca rispetto alla fede o alla verità. Come il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto o come i vari bicchieri di cristallo Riedel, che col medesimo vino danno sensazioni diverse. Dipende da come cade il vino sul palato. E a noi che interessano le cose oggettive, chi le racconta più? Dedico il mio bicchiere di vino ad Andrea Rossano, il più grande e bravo esportatore d’Europa di tartufi bianchi. Nei giorni scorsi gli Usa hanno messo un nuovo dazio sul suo prodotto, oggettivamente buono. Lui ha scrollato le spalle e ha cercato altri mercati. Merita un bianco armonico e sapido, come questo Pigato 1998 di Pippo Parodi della Cascina Feipu che ho davanti: è un tutt’uno col profumo del mare, è un sorso di felicità – senza dubbio – quasi una certezza da cui partire. (massolon@tin.it)

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