La rinascita di Danisinni, un inno alla sussidiarietà

Di Francesco Inguanti
12 Maggio 2026
Come fratel Mauro Billetta ha contribuito a creare un'isola di bellezza e solidarietà umana nel quartiere palermitano. In un libro racconta la sua storia

Anche la presentazione di un libro, quando c’è di mezzo fratel Mauro Billetta, diventa un avvenimento.

E così è accaduto qualche giorno a Palermo fa in occasione della presentazione del suo libro Danisinni: Alfabeto di umanità. Un avvenimento perché anche il racconto della sua esperienza nel quartiere palermitano di Danisinni interroga e provoca chiunque. Per la prima volta fra’ Mauro ha preso carta e penna per raccontare la sua storia, anzi la sua vita come ha scritto nella quarta di copertina: «Una vita connotata da una costante ricerca consapevole che nessuno può bastare a sé stesso». Fra’ Mauro non è un uomo solo al comando, fa parte di un ordine religioso, i cappuccini, ha sempre vissuto in comunità e nella parrocchia di sant’Agnese lavora con uno staff di collaboratori, alcuni chiamati da fuori, molti che già da tempo ivi si trovano.

Il quartiere

Danisinni è un quartiere di Palermo, con una caratteristica che lo rende particolarmente emarginato: ha una sola via di accesso, perché si trova sotto il livello del mare, a causa dello sprofondamento del terreno dopo l’interramento di un fiume sottostante. Praticamente ignoto anche agli abitanti delle zone limitrofe, ironia della sorte, si trova a 500 metri in linea d’aria dai “palazzi del potere” quello dell’Assemblea regionale e quello del Governo. In tanti vi passano vicino, in pochi ne conoscono l’esistenza.

Gli abitanti sono poche migliaia e da sempre vivono in case basse, abbarbicate sul costone della montagna, e in grotte riadattate scavate nei secoli nella roccia. C’è solo un ampio spazio comune che funge da parcheggio, da campo di calcio e, talvolta, per iniziative pubbliche promosse dalla parrocchia. Anche per questo è inutile cercare tra i vicoli un negozio di generi alimentari, una farmacia o una bottega artigiana. Per ogni necessità gli abitanti devono andare fuori.

Fratel Mauro Billetta (Foto dal suo blog)

Fra’ Mauro Billetta

Circa dieci anni fa giunse in parrocchia fra’ Mauro Billetta che, valorizzando le energie e la buona volontà dei parrocchiani, mise in piedi un’opera di riqualificazione che offre copiosi frutti, soprattutto nelle relazioni sociali tra i residenti. Ha iniziato dalla parrocchia che, oltre alle normali attività (catechesi, liturgia, carità) svolge un prezioso lavoro di aggregazione e promozione umana dei suoi abitanti.

Le iniziative già in atto sono tante, citiamo solo le più significative: il Borgo Sociale, il Parcofattoria e il Cortile del Buon Samaritano. In esse si svolgono molteplici attività di carattere aggregativo e ludico, soprattutto per i bambini. Vi sono accolti alcuni animali da fattoria e un tendone da Circo, luogo per espressività artistiche e di momenti di svago per tutti. Nel parco fattoria si coltivano ortaggi di stagione con l’impegno di alcuni volontari e di ex detenuti in reinserimento sociale.

L’iniziativa più significativa è forse quella denominata D.A.R.E. che si avvale dei fondi dell’Ottox1000 Cei, ed è gestito dalla Comunità di Danisinni ETS. D sta per Danisinni; A sta per Arte, attraverso esperienze artistiche per rieducare alla cultura biblica del bello e del buono; R sta per Rigenerazione, attraverso interventi negli spazi urbani del territorio, promuovendo nuove possibilità di autodeterminazione delle persone, delle famiglie e della cornice locale; E sta per Eco-sostenibilità un’esperienza di piccoli gesti quotidiani che rieducano all’uso critico delle risorse.

La riapertura dell’asilo

L’iniziativa di cui tutti sono più orgogliosi e l’essere riusciti nel settembre del 2024 ad inaugurare l’Asilo nido del quartiere. Fu chiuso 17 anni prima per carenze strutturali non gravi e solo con l’impegno di tutti gli abitanti e la caparbietà di fra’ Mauro ha ripreso a funzionare. Questi 17 anni meriterebbero un racconto a parte, che servirebbero a mettere in evidenza incuria, disinteresse, abbandono innanzitutto delle istituzioni, cui fra’ Mauro ha saputo contrappore caparbietà, indomabilità, ma soprattutto voglia di costruire piuttosto che solo di protestare, sapendo far dialogare pubblico e privato, con l’unico obiettivo di dar vita ad un servizio pubblico in cui i privati siano protagonisti e custodi.

Un concreto esempio del principio di sussidiarietà circolare, assai caro alla tradizione francescana, formulato da Bonaventura da Bagnoregio già nel XIII secolo. La proposta è quella di un modello sociale in cui lo Stato, il mercato e la comunità si articolano in modo complementare e non asimmetrico o verticistico. Fra’ Mauro l’anno scorso ha partecipato al Meeting di Rimini per raccontare la storia della comunità di Danisinni e anticipare che, dopo poche settimane, si sarebbe concretizzato il sogno più importante e significativo degli abitanti del quartiere.

Il libro

Il libro sembra scritto a più mani. Infatti, dopo la prima parte in cui l’autore racconta e spiega il senso e il valore di questa storia, c’è la seconda in cui protagonisti diventano i volontari, i collaboratori, i sostenitori e amici della parrocchia e del quartiere che hanno reso possibile il miracolo della rinascita. Il testo non è infatti soltanto una coinvolgente narrazione della vicenda storica, sociale, economica del luogo, ma offre anche un’accurata riflessione che, utilizzando la lente d’ingrandimento offerta da parole chiave per ciascuna lettera dell’alfabeto, approfondisce quel che finora è stato e apre prospettive concrete e avvincenti per il domani.

Se si volesse aggiungere un sottotitolo al libro si potrebbe dire: “inno alla sussidiarietà”. Fra’ Mauro, anche per la formazione ricevuta, ne è un convinto sostenitore. Una sussidiarietà dinamica, condivisa con libertà dai diversi livelli di istituzioni e dalle realtà di privato sociale, incluso il volontariato, ben sintetizzata nella formulazione di “sussidiarietà circolare”. Una funzione essenziale per il superamento delle sue gravi problematiche storiche con una trattazione teorica, quelle prospettive di crescita emerse negli ultimi dieci anni e trattate nella prima parte, che hanno visto la nascita di cooperative, iniziative artistiche e culturali, affidate anche ad enti del Terzo settore. Nuove strutture di solidarietà che, anche grazie alla crescente solidarietà della cittadinanza palermitana, sembrano aver attribuito al riscatto in corso.

Le storie di riscatto

La storia di questi oltre dieci anni di presenza a Danisinni si potrebbe e dovrebbe raccontare attraverso le storie di presenza di uomini e donne che hanno aiutato altri uomini e donne a credere e lottare per un futuro migliore, soprattutto a misura d’uomo. Le più esaltanti sono quelle di quanti sono giunti nel quartiere provenienti da uno dei penitenziari della città. Affidati “alle cure” di quanti ivi operano hanno portato a percorsi di riscatto umano e civile che li ha condotti, pur con grandi fatiche, a ritornare a far parte di quella società civile da cui si erano allontanati.

E poi le storie coniugate al futuro dei bambini che da due anni hanno trovato accoglienza e percorsi educativi nell’asilo da poco riaperto. Della storia che hanno alle spalle non sanno nulla. Forse un giorno l’apprenderanno dalle loro mamme che, circa venti anni prima, videro chiudere quella struttura nello spazio di un mattino. Tutti questi bambini possono oggi guardare al loro futuro con più certezze di quelle che accompagnarono i loro genitori. Saranno loro che tra qualche anno raccoglieranno il testimone per proseguire una storia che offrirà più speranze e certezze di quella che hanno alle spalle.

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