La pornografia è essenzialmente sentimentale

Riveliamo ai nostri amatissimi e attenti lettori che le lettere di Flannery O’Connor sono sue ampie poliantee, attinte da uno dei più straordinari espitolari del nostro tempo, celebrato anche dal “National Book Critics Circle Special Award for 1979”, pubblicato a New York da Farrar Straus Giroux col titolo “The Habit of Being”. Flannery è nata a Savannah il 25 marzo, giorno dell’incarnazione, del 1925, ha vissuto sempre a Milledgeville in Georgia, con qualche breve puntatina altrove, e si è trasferita dal 1964 nei sobborghi della cittadina, in un bel viale alberato, dove è veramente in pace, anche se qualche volta in primavera è disturbata dalle scolaresche. Vista l’altezza con cui tende a guardare gli avvenimenti più recenti, noi giornalisti non possiamo negare che ogni tanto l’aiutiamo a tenersi al corrente delle difficili abitudini della nostra gente d’Etruria.

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Cara Signora O’ Connor, non mi sembra di essere nata ieri, ho fatto le mie belle esperienze, specie quando ero all’estero, ma oggi tra sesso, ballerine senza costume, pubblicità indecenti da una parte e piagnistei, lacrimucce, abbandoni e ritrovamenti in diretta TV siamo davvero all’impero del cattivo gusto. Un po’ di meditazione sul Crocefisso, e basta, fornirebbe un po’ di buon senso e di realismo, ed eviterebbe forse molti peccatucci. Che ne pensa?

Costanza Bona – Mariano C. (Co) Carisssima Costanza, Parte del mistero dell’esistenza è il peccato. Quando si pensa alla Crocifissione, ci si dimentica il suo scopo se non si pensa al peccato.

E sul cattivo gusto, non so, perché il gusto è una questione relativa. Ci sono infatti alcuni che troveranno di cattivo gusto pressoché ogni cosa, dallo sputare per strada all’amicizia di Cristo con Maria Maddalena.

Io posso parlare solo di letteratura. Si suppone che il romanzo voglia rappresentare la vita, e lo scrittore perciò deve utilizzare tanti aspetti della vita quanti gli sono necessari per rendere convincente la sua intera descrizione. Lo scrittore non cita. mostra, rappresenta. E’ nella natura dell’arte del romanzo e non può essere aiutata. Se si sta scrivendo di volgarità, bisogna provare che sono volgarità, mostrandole. I due peggiori peccati di cattivo gusto nell’arte del romanzo sono la pornografia e il sentimentalismo. Uno è il troppo sesso e l’altro è il troppo sentimento. Di entrambi devi averne quel po’ che serve al tuo scopo ma niente di più. Naturalmente ci sono scrittori che sentono di dover andare a finire in bagno o a letto coi loro personaggi ogni volta che uno di questi va da qualche parte. A meno che un tale percorso favorisca il racconto, penso che in questo stia il cattivo gusto. E’ quando sesso o cosa scurrile sono usati come fini a loro stessi che sono di cattivo gusto. D’altro canto la pornografia è essenzialmzente sentimentale, poiché omette il legame tra il sesso e il suo scopo nudo e crudo, disgiungendolo dal significato che ha nella vita, tanto da farne semplicemente un’esperienza fine a se stessa.

P.S. Grazie per il “Signora”, ma sono solo una povera “Miss”…

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