La nonna morta per il virus e la lettera di Letizia: «Ho bisogno degli amici»

Lettera di una bambina ai coetanei. “Perché devo soffrire? La gioia dov’è?”. Una testimonianza saggia e struggente

Pubblichiamo di seguito la lettera che una bambina di 12 anni ha inviato al suo gruppo di amici dell’associazione Stand by me. La lettera è stata scritta qualche giorno fa, quando la nonna Assunta è stata ricoverata e poi intubata perché aveva contratto il virus Covid-19. Assunta è morta mercoledì 11 marzo. Per lei, in questi giorni strani e assurdi, non si potrà nemmeno celebrare il funerale perché siamo arrivati al punto per cui persino l’ultimo saluto ai nostri cari è negato. La lettera di Letizia resta una testimonianza saggia e struggente di quanto sia importante vivere e sentire il conforto degli amici in questi giorni di isolamento forzato.

Due giorni fa mia mamma ci ha annunciato che, purtroppo, mia nonna è stata ricoverata in terapia intensiva in isolamento all’ospedale di Bergamo dopo che, da alcuni giorni, aveva problemi respiratori dovuti alla polmonite.

Le hanno fatto il tampone per il coronavirus e stiamo aspettando il responso. Io e la mia famiglia siamo stati a trovarla lunedì quando non era ancora in terapia intensiva e, se dovesse risultare positiva, anche noi dovremmo ridurre gli incontri con le persone e con gli amici anche se in questo momento sono fondamentali per capire il senso di queste giornate.

Mio papà è partito martedì sera per fare compagnia ai miei nonni e per aiutarli in qualche modo e molto probabilmente dovrà rimanere con loro ancora per un po’ di tempo nel caso in cui mia nonna fosse positiva al virus.

Io ho pianto molto per entrambi i motivi e ancora faccio fatica ad accettare questa cosa.

Tra le tante domande che mi sto ponendo ne ho due o tre ben fisse in testa: “Perché proprio a noi, perché io devo soffrire?”. Ma soprattutto: “La gioia dov’è?”

Ho provato, riflettendo anche sulle cose affrontate a Stand by Me, a darmi una risposta alla seconda domanda, ma proprio non capisco dove sia anche se la sto cercando con tutta me stessa perché ne ho bisogno.

Ho pensato ai momenti in cui sono felice e la gioia c’è: in compagnia, con gli amici, con accanto le persone che mi vogliono bene e che mi fanno sorridere. Ma se queste cose mi sono tolte? Come posso trovare la gioia? Gli incontri, le chiacchierate e le amicizie non si vivono al cento per cento dietro ad un telefonino e per questo faccio molta fatica a vivere questi momenti dietro ad un telefonino.

Dopo aver ricevuto una telefonata da due professoresse sto iniziando a capire che questi momenti hanno un valore: sono preziosissimi perché capisci che non sei solo e che c’è qualcuno che, anche se da lontano, ti sta abbracciando e sta pregando con te.

Foto Ansa