La morte del papa copto Shenouda III fa deporre le armi agli islamici

Decine di migliaia di persone ieri hanno partecipato al Cairo ai funerali del papa Shenouda III, che ha guidato la chiesa cristiana copta per 41 anni. In onore della sua morte, in un villaggio a Minya, la comunità musulmana ha posto fine a una disputa con una famiglia cristiana che dura da 11 anni e che ha causato la morte di 11 persone.

Benedetto XVI ha espresso «profondo cordoglio» per la morte del Patriarca dei copti, Shenouda III di Alessandria, scomparso il 17 marzo all’età di 88 anni, dopo una lunga malattia. Ieri decine di migliaia di persone hanno assistito al Cairo ai funerali, le esequie si sono svolte nella cattedrale di San Marco mentre una folla traboccante premeva all’esterno e nella ressa almeno 34 fedeli sono rimasti feriti.

La salma dell’uomo che per 41 anni ha guidato la più grande comunità cristiana del Medio Oriente, pari al 10% della popolazione egiziana, è rimasta esposta durante il rito funebre e poi è stata portata via in una bara bianca. L’ultimo saluto verrà dato con una cerimonia a Wadi el-Natroun, a un centinaio di chilometri dal Cairo nel Delta del Nilo, a cui saranno presenti le principali cariche istituzionali egiziane e il capo del Consiglio supremo delle forze armate, Hussein Tantawi, che ha predisposto che il feretro di Shenouda III sia trasportato da un aereo militare, decretando per domani una giornata di lutto nazionale in Egitto.

Venerdì dovrebbe essere eletto il suo successore. In assenza di un candidato forte, circola una rosa di sei nomi, tra cui spiccano il vescovo Mussa, responsabile per la gioventù, e il vescovo Bishoy, segretario del santo sinodo e malvisto da molti ulema, i dotti musulmani, per alcune dichiarazioni sui versetti del Corano. L’elezione spetta a un collegio composto da un migliaio di persone, fra cui religiosi, arcivescovi e laici come ex ministri, parlamentari, ministri e giornalisti. Quando la rosa dei candidati si sarà ristretta a tre nomi, un bambino estrarrà a sorte il prescelto.

In onore della morte del papa copto, oltre a un minuto di silenzio in Parlamento rispettato dai Fratelli Musulmani (ma non dai salafiti), una famiglia musulmana di Sharouna, villaggio in provincia di Minya, ha deciso di porre fine a una disputa con una famiglia copta che dura da 11 anni e che ha già portato alla morte di 11 persone. L’imam Sheikh Seweify Shehata, che era intervenuto per cercare di riconciliare le due famiglie, ha detto che è un omaggio da parte della comunità musulmana di Minya nei confronti dei cristiani in occasione della morte di Shenouda III.
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