La linea Schlageter

Quando nazisti e comunisti gridavano (e combattevano) insieme “contro la Francia, contro Weimar!”

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Il 23 maggio 1923 il nazionalsocialista Leo Schlageter, ritenuto colpevole di sabotaggio, venne fucilato per ordine dell’autorità militare franco-belga che stava occupando la Ruhr, in quanto il governo tedesco non aveva pagato la rata dovuta per le riparazioni di guerra.

In seguito a questo grave episodio il leader comunista Karl Radek lanciò l’idea della “linea Schlageter”, un’alleanza tra comunisti e nazionalsocialisti contro le forze di occupazione, ma nello stesso tempo contro la Repubblica di Weimar che in quel momento stava attuando il metodo della resistenza passiva. Molti giovani nazionalsocialisti aderirono con entusiasmo a questa idea, vedendo con favore il fatto che l’idea nazionale fosse assunta come prioritaria anche dal proletariato: sarà in seguito Hitler a bloccare l’iniziativa, temendo che gli sfuggesse di mano.

La “linea Schlageter” per un breve periodo accomunò quindi nell’azione comunisti e nazionalsocialisti per i quali prevalse il comune essere contro: contro la Francia, contro Weimar! Ma perché mai nazionalsocialisti e comunisti decisero in quel determinato momento storico di stare dalla stessa parte e non con il popolo tedesco?

Dove l’importante non era a favore di che, ma il fatto di essere contro! Del resto è così che nasce il male di un popolo, quando un’azione nel suo nome è determinata prioritariamente da un’opposizione e non da un’idea positiva.

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