La crisi si vede dal sorriso. I lombardi vanno dal dentista solo per casi urgenti

Si cerca di risparmiare sulle cure dentistiche se non sono di strettissima necessità. Preoccupato il presidente dell’associazione dentisti italiani, che spera di trovare una soluzione economica

Niente più pulizie ortodontiche, sbiancamenti, correzioni di denti non troppo dritti. I lombardi non vanno più dal dentista per motivi estetici ma solo in caso di grave necessità, una dolorissima carie o un dente rotto. Le famiglie preferiscono risparmiare, rinunciando quindi a cure non troppo necessarie. Si rinvia fino a che non si può più rimandare. Lo raccontano le dichiarazioni dei redditi compilate da oltre 10 mila dentisti lombardi, che dichiarano un calo di fatturato generale del -25 per cento. Da 2 miliardi di euro a 1,5 miliardi. Guadagni sempre alti, certo, ma indicativi di un cambio della percezione di avere bisogno del dentista.

FASCE DI REDDITO. Lo racconta l’Associazione dentisti italiani della Lombardia al Corriere Milano. “I pazienti non hanno più soldi per curarsi”, spiega Valerio Brucoli, alla guida. “Lo Stato dovrebbe adottare contromisure per assicurare a tutti la possibilità di non soffrire di mal di denti, magari con lo stesso sistema dei ticket e delle esenzioni per alcune fasce di reddito”. L’idea è proprio quella di istituire un fondo integrativo di solidarietà, senza parlare di odontoiatria sociale. “Bisogna continuare a dare cure di qualità, senza far pensare che tariffe scontate siano sinonimo di trascuratezza”. Per discutere dell’argomento, si troveranno il 28 novembre sono stati invitati i consiglieri regionali Stefano Carugo (Pdl), Fabio Rizzi (Lega) e Carlo Borghetti (Pd). Al momento chi percepisce 8 mila euro all’anno ha la possibilità di usufruire di un primo soccorso dentistico una volta all’anno. Per tutti gli altri, nessun aiuto.