La chiave della crescita è una comunità che sa includere
Da oltre trentasette anni, l’ANOLF – Associazione Nazionale Oltre le Frontiere ETS cammina accanto alle persone migranti, alle famiglie e alle nuove generazioni, tracciando solchi profondi di accoglienza, tutela e partecipazione. Una storia nata e alimentata nel solco dei valori della Cisl, che ha saputo germogliare nei territori trasformando l’ascolto in accompagnamento concreto, l’orientamento in esigibilità dei diritti e la solidarietà in un volano di dignità attraverso la promozione della cittadinanza attiva.
L’iniziativa nazionale “La Chiave della Crescita: l’immigrazione come volano di coesione tra istituzioni e territorio”, svoltasi a Roma il 16 aprile 2026, ha segnato un momento di riflessione alto e corale. Non si è trattato solo di un convegno, ma di una testimonianza tangibile della vitalità di un’associazione che oggi celebra un traguardo eccezionale: il record storico di 66 mila iscritti. Questo dato non rappresenta soltanto un successo numerico, ma il riconoscimento di una fiducia radicata, il segno di una rete che sa farsi casa e voce per decine di migliaia di persone.
Un ruolo cruciale e insostituibile in questo percorso è svolto dalle strutture territoriali ANOLF, vera linfa vitale dell’associazione. È nel lavoro quotidiano dei volontari e degli operatori nelle province italiane che l’integrazione diventa realtà: la loro dedizione trasforma le fragilità in opportunità, rendendo l’ANOLF un presidio di democrazia e umanità. Accanto a loro, la partecipazione delle rappresentanze diplomatiche ha conferito all’evento un respiro internazionale di alto profilo, consolidando quei ponti di dialogo necessari tra l’Italia e i Paesi d’origine, in un’ottica di cooperazione transnazionale e rispetto reciproco.
Il dibattito ha beneficiato di sguardi esperti, come quello di Salvatore Sortino (OIM Italia) e di Rosario Valastro (Croce Rossa Italiana), oltre al contributo di Giancarlo Moretti, Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, che ha ricordato come l’associazionismo sia il presidio di prossimità essenziale per la coesione sociale. Di grande rilievo l’apporto del Ministero dell’Interno con il Prefetto Rosanna Rabuano e della CISL con il Segretario Confederale Sauro Rossi. Un ringraziamento particolare e sentito è stato rivolto a Daniela Fumarola, Segretaria Generale Aggiunta della CISL, per la costante attenzione, la vicinanza e il sostegno strategico profuso nel tempo verso il cammino di crescita dell’Associazione.
L’intervento del Presidente Nazionale ANOLF Maria Ilena Rocha ha evidenziato la necessità di trasformare l’immigrazione da tema spesso narrato come emergenza a leva concreta di sviluppo per l’intero Sistema Paese, sottolineando come la coesione sia l’unico antidoto all’esclusione.
“La Chiave della Crescita” non è solo un titolo, ma un impegno solenne: valorizzare le diversità per costruire il bene comune. Grazie alla forza dei suoi 66 mila iscritti, alla straordinaria energia dei territori e alla guida della Presidente Maria Ilena Rocha, l’ANOLF dimostra che l’integrazione è un patto sociale necessario, fondato sulla centralità della persona, sul valore del lavoro e sulla ricerca della pace sociale.
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Modello 730: perché conviene presentarlo entro maggio

Ogni anno la stessa domanda: quando riceverò il rimborso del 730? Presentare il Modello 730 il prima possibile è una delle scelte più convenienti che un contribuente possa fare. Non si tratta solo di rispettare le scadenze — si tratta di ricevere prima il proprio rimborso fiscale.
Il Modello 730 può essere presentato a un CAF fino al 30 settembre 2026. Ma attenzione: la data in cui consegni la dichiarazione influisce direttamente su quando riceverai il rimborso in busta paga o nella pensione: il rimborso viene erogato col primo stipendio utile a partire dal mese successivo rispetto a quando il datore di lavoro riceve il “risultato contabile” (730-4), nel caso invece dei pensionati, generalmente il rimborso viene erogato sulla pensione del secondo mese successivo.
Quindi il rimborso arriva in base a quando si è presentato il 730: 730 presentato entro fine maggio: il rimborso arriva già con la busta paga di luglio o la pensione di agosto, 730 entro il 20 giugno il rimborso arriva con la busta paga di agosto o pensione di settembre, 730 presentati entro il 15 luglio: il rimborso slitta alla busta paga di settembre e pensione di ottobre, 730 entro il 31 agosto: bisogna attendere la busta paga di ottobre e la pensione di novembre. Per finire, 730 presentato a settembre: busta paga del mese di novembre e pensione di dicembre.
La differenza tra presentare a maggio e aspettare settembre può significare ricevere il rimborso con mesi di anticipo. Vi sono poi quei rimborsi che i sostituti, anziché versare in un’unica soluzione verseranno a rate. Tempi molto più lunghi per chi sceglie il modello “senza sostituto” e riceverà il rimborso dall’Agenzia delle Entrate direttamente sul conto corrente nel mese di dicembre.
Attenzione però ai controlli preventivi dell’Agenzia delle Entrate che potrebbero bloccare i rimborsi se le differenze con i dati in possesso dell’Amministrazione finanziaria risultano diversi da quelli dichiarati. In questo caso dopo il controllo sarà direttamente l’Agenzia a rimborsare il credito entro 6 mesi dalla scadenza del 730 sul conto corrente comunicato.
Non aspettare settembre. Contatta il Caf CISL e prenota il tuo appuntamento: prima presenti il 730, prima il rimborso sarà disponibile.
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Piano Casa, Esposito (Sicet Cisl): «Aprire subito il confronto con le parti sociali»

«L’approvazione del Piano Casa da parte del Governo è un segnale importante che registriamo con favore. Ora ci aspettiamo l’avvio di una fase di confronto con le parti sociali per tradurre in atti concreti la volontà politica di affrontare strutturalmente il disagio abitativo nel nostro paese». È quanto dichiara il segretario generale del Sicet Cisl Fabrizio Esposito commentando la recente approvazione in Consiglio dei ministri del Piano Casa. «Come Sicet chiediamo che venga aperta in tempi rapidi una fase di confronto autentico con le parti sociali per accompagnare l’attuazione del Piano, definire in modo puntuale la destinazione delle risorse e monitorare nel tempo i risultati e l’impatto». Secondo il Sicet Cisl è fondamentale costruire una governance integrata tra livello nazionale e regionale per «incrociare in modo virtuoso fondi pubblici, programmi europei e investimenti privati, evitando eccessi speculativi, dispersioni e inefficienze, come accaduto in passato. La casa è un fattore centrale per la coesione sociale, per la tenuta delle comunità, per la qualità della vita delle persone. Per questo è necessario consolidare un percorso condiviso, dentro la logica di un vero Patto sociale, che coinvolga istituzioni, parti sociali, operatori del settore e comunità locali, e che sia in grado di trasformare le misure annunciate in risultati concreti, misurabili e duraturi nel tempo. Il Sicet Cisl, pur esprimendo riserve sul Ddl in materia di rilascio degli immobili, è pronto a fare la propria parte, anche per correggere in senso sociale le norme più controverse del pacchetto.
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La rete della tutela per la salute

Il sistema previdenziale e di tutela sociale italiano non si limita a garantire una pensione al termine della vita lavorativa, ma prevede un insieme articolato di prestazioni pensate per proteggere la salute e la dignità delle persone lungo tutto il loro percorso di vita. In particolare, quando un lavoratore, un pensionato o qualsiasi persona (italiana o straniera, purché regolarmente avente diritto alle tutele nel nostro Paese) si ammala, entra in gioco un ampio ventaglio di strumenti specifici che operano prima e dopo il pensionamento, sia nei casi di malattia comune sia nei casi di malattia di origine lavorativa.
Sul versante previdenziale, l’INPS riconosce diverse prestazioni che possono “anticipare” il pensionamento come l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità, destinate a chi vede ridotta o compromessa la propria capacità lavorativa. Nei casi di inabilità totale inoltre sono previsti dei bonus contributivi e il calcolo di queste prestazioni è legato all’ammontare dei contribuiti versati nel corso della propria vita.
In ambito lavorativo, invece, è l’INAIL a garantire tutele fondamentali per chi subisce infortuni sul lavoro o sviluppa malattie legate all’esposizione al rischio professionale, assicurando indennizzi, rendite e riabilitazione ai lavoratori.
Accanto a queste misure si colloca la Riforma della Disabilità, inserita nel quadro del sistema sociale italiano, che prevede interventi assistenziali rivolti a chi si ammala ma non è occupato o è già in pensione, contribuendo a sostenere non solo il reddito, ma anche la qualità della vita attraverso servizi e prestazioni non esclusivamente economiche.
Si tratta di un sistema complesso, ma costruito con l’obiettivo di non lasciare sole le persone nei momenti più delicati, quando la malattia incide profondamente sulla sfera personale e lavorativa. Un ruolo centrale è svolto dai patronati, che accompagnano le persone nell’accesso ai diritti e nelle procedure amministrative spesso molto articolate.
«Prendere in carico le persone nei momenti di maggiore fragilità, accompagnandole passo dopo passo lungo tutto il percorso di tutela e accesso ai diritti, è parte essenziale della nostra attività», sottolinea il Presidente del Patronato INAS CISL, Davide Guarini. «Per questo garantiamo innanzitutto ascolto, orientamento e una consulenza personalizzata, affinché ciascuno possa accedere pienamente alle prestazioni previste e sentirsi sostenuto in ogni fase del percorso. Il Patronato INAS CISL mette inoltre a disposizione una qualificata équipe di medici e legali, offrendo un supporto professionale e competente anche nei casi più complessi, così da favorire il corretto riconoscimento dei diritti delle persone più vulnerabili».
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Disservizi dei treni? Contattate Adiconsum
Sono migliaia le segnalazioni dei consumatori ad Adiconsum soprattutto sui disservizi dei treni regionali e ad alta velocità. Ritardi oltre i 60 minuti, soppressioni senza preavviso adeguato e mancanza di alternative efficienti creano disagi quotidiani a pendolari, studenti e famiglie. Questi episodi non sono più “eccezionali”, ma rappresentano un problema sistemico. Particolarmente criticata è la gestione delle emergenze: passeggeri lasciati ore senza informazioni chiare, annunci insufficienti e bus sostitutivi in ritardo o inadeguati. Per questo Adiconsum ha inviato una lettera formale a Trenitalia e RFI chiedendo: indennizzi automatici estesi a tutti i tipi di biglietto (non solo regionali digitali) e a tutte le categorie di treni, Frecce e Intercity compresi; protocolli di emergenza rivisti con comunicazione in tempo reale tramite app e annunci chiari in stazione e a bordo; rispetto pieno del Regolamento UE 2021/782, che prevede i l 25% del prezzo del biglietto per ritardi tra 60 e 119 minuti, il 50% per ritardi di 120 minuti o più, il rimborso integrale o viaggio alternativo in caso di cancellazione grave. In caso di disservizio Adiconsum consiglia di: documentare il ritardo (foto tabelloni o screenshot app); conservare biglietto e prova di pagamento; segnalare tramite app Trenitalia e contattare le sedi territoriali Adiconsum. Adiconsum continuerà a monitorare la situazione e ad esercitare pressione su Trenitalia e sull’Autorità di Regolazione dei Trasporti finché i diritti dei passeggeri non diventeranno effettivi e non più solo teorici. Pendolari e viaggiatori non possono più essere lasciati soli.
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Microcredito in Senegal: al via la campagna ISCOS per l’autonomia delle donne

Il progetto che ISCOS sta portando avanti nella regione senegalese di Ziguinchor, sostenuto dalla Conferenza Episcopale Italiana, entra in una fase decisiva per trasformare la formazione in autonomia economica reale. In un’area dove il 51,1% della popolazione vive in povertà e il 39,2% delle giovani donne è inoccupato, l’iniziativa propone una strategia basata sull’auto-impresa.
I risultati già raggiunti testimoniano un impatto profondo: 130 persone sono già state formate e supportate. Nello specifico, 50 giovani hanno studiato gestione d’impresa e business planning, altri 50 hanno beneficiato di borse di studio in ambiti tecnici come meccanica e orticoltura, mentre 30 donne si sono specializzate nella trasformazione dei prodotti agricoli e ittici.
Per rendere queste competenze produttive, ISCOS lancia una campagna per il finanziamento di un Fondo rotativo di Microcredito. Lo strumento è essenziale per gli investimenti iniziali delle micro-imprese e garantire un accesso equo al capitale attraverso un meccanismo circolare che si auto-sostiene nel tempo. L’obiettivo della campagna è raccogliere 24.000 euro per avviare le attività di sei Gruppi di Interesse Economico (GIE) gestiti da donne.
Attraverso il microcredito, il talento si convertirà in impresa, generando valore duraturo per l’intera comunità. Sostenere questa campagna significa investire in un modello dove l’autonomia delle donne diventa il pilastro per una crescita sociale ed economica sostenibile. Scopri di più su iscoscisl.eu.
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Educare alla salute e sicurezza, una responsabilità condivisa

Si è tenuto a Milano lo scorso 23 aprile, l’evento finale del progetto di ricerca Skills, Safety & Needs, finanziato da INAIL nell’ambito del Bando di ricerca in collaborazione (BRiC) 2022. I rappresentanti del partenariato, composto da Università Cattolica del Sacro Cuore, CeDisMa, con ruolo di capofila, INVALSI e IAL Nazionale, hanno illustrato la metodologia del progetto e i risultati principali dell’indagine, basata su analisi documentali, interviste e una survey rivolta a dirigenti, docenti e studenti, da cui sono scaturite specifiche Raccomandazioni per la formazione. Il quadro di fabbisogni e pratiche in materia di salute e sicurezza, nel sistema di istruzione e formazione professionale, rende urgente la messa in campo di approcci formativi integrati, partecipativi e inclusivi. Sulla necessità di superare una visione meramente adempitiva della sicurezza e valorizzarla come dimensione educativa strutturale, hanno convenuto il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna, Bruno Di Palma, e la Direttrice del Servizio formazione della Regione Friuli-Venezia Giulia, Elisa Marzinotto, richiamando l’importanza di una responsabilità condivisa tra scuola, imprese e soggetti della prevenzione. «L’impegno di tutte le istituzioni è fondamentale per promuovere la cultura della prevenzione e della sicurezza – ha affermato il presidente di IAL Nazionale, Stefano Mastrovincenzo – che deve essere sviluppata come competenza specifica non solo guardando alle transizioni scuola-lavoro ma alla prospettiva del life long learning».
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Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Cisl
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