“Climate Change Warning for Workplaces”: la sicurezza sul lavoro sostenibile

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10 Luglio 2026
Cambiamenti climatici e sicurezza sul lavoro; bonus condizionatori; come migliorare l’assegno della pensione. Servizi dal mondo Cisl
Climate Change Warning for Workplaces

Ondate di calore estremo, stress termico e rischi microclimatici, un tempo fenomeni stagionali eccezionali, rappresentano sempre più problematiche costanti legate al cambiamento climatico che impattano sulla salute pubblica e sulla sicurezza dei lavoratori, specie in settori particolarmente esposti come l’edilizia, la logistica e l’agricoltura. Evidenze scientifiche nazionali, come l’ultimo rapporto IPCC e la ricerca Workclimate, confermano che l’esposizione alle temperature estreme amplifica i rischi professionali e aumenta gli infortuni sul lavoro. In questo scenario di urgente attualità, la risposta sindacale punta sulla conoscenza e sulla prevenzione con il progetto “C² W² – Climate Change Warning for Workplaces”. Finanziato da INAIL nell’ambito dell’Avviso Pubblico Formazione e Informazione 2024, il piano nasce per iniziativa dei sindacati confederali CGIL, CISL e UIL. A darne attuazione è un Raggruppamento Temporaneo di Imprese che vede IAL Nazionale come capofila, in partnership con Fondazione Giuseppe Di Vittorio ed ENFAP Italia.

Ial Nazionale

Il progetto, articolato in edizioni formative di 24 ore in modalità blended, affronta l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute globale e sulla sicurezza sul lavoro, puntando a formare e informare circa 2.700 partecipanti su tutto il territorio nazionale.

I moduli sono focalizzati sulla valutazione di rischi emergenti – come lo stress termico, le radiazioni UV e la qualità dell’aria indoor – ma anche sui sistemi di gestione, sui bilanci di sostenibilità (ESG) e sul rafforzamento della rappresentanza sindacale e contrattuale per governare gli effetti del cambiamento climatico sul lavoro.

La partecipazione e la sensibilizzazione dei lavoratori su questi temi, il loro coinvolgimento diretto nelle azioni di prevenzione, protezione e adattamento, rappresentano leve indispensabili per contrastare i rischi legati al cambiamento climatico. Un problema globale che richiede un’azione coordinata, a partire dall’adozione di comportamenti individuali e abitudini quotidiane improntate a ridurre, riutilizzare e riciclare, con l’obiettivo di un futuro sostenibile e resiliente per tutti.

In questa prospettiva di responsabilità allargata e di impegno diffuso, avrà un ruolo chiave il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), che dovrà essere capace di integrare le tradizionali tutele con le sfide della transizione ecologica, perché la sicurezza dei lavoratori e la salute del pianeta camminino finalmente insieme.

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Allerta caldo ma il condizionatore si paga meno: ecco il bonus 2026

Con le temperature che salgono e le case che diventano difficili da vivere, sempre più italiani pensano a un nuovo impianto di climatizzazione. E c’è una buona notizia: anche nel 2026 è attivo il bonus condizionatori, prorogato dalla Legge di Bilancio fino al 31 dicembre.

caf cisl

L’agevolazione consente di detrarre dall’IRPEF il 36% della spesa sostenuta, percentuale che sale al 50% se l’immobile è destinato ad abitazione principale. La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo.

La misura non richiede necessariamente lavori di ristrutturazione: basta installare o sostituire un vecchio impianto con un condizionatore a pompa di calore o ad alta efficienza energetica. Sono esclusi i sistemi alimentati esclusivamente da combustibili fossili, ed entro 90 giorni dal termine dei lavori dovrai effettuare la comunicazione telematica all’ENEA, allegando i dati tecnici. Attenzione al pagamento: è obbligatorio il bonifico parlante, con causale contenente il riferimento normativo (es. art. 16-bis DPR 917/1986) il codice fiscale del beneficiario, la partita IVA dell’installatore e gli estremi della fattura. Pagamenti in contanti o con carta non danno diritto al beneficio. Per orientarsi tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, scegliere il canale giusto e compilare correttamente la dichiarazione dei redditi, è consigliabile rivolgersi a un esperto. Le sedi Caf CISL sono a disposizione per accompagnare i cittadini passo dopo passo nell’ottenimento del bonus. Prenota un appuntamento sul sito cafcisl.it.

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Piano Casa, per il Sicet è da migliorare

sicet cisl

Il nuovo Piano Casa avrebbe potuto essere l’occasione per rilanciare in modo strutturale la politica abitativa italiana, ma per il Sicet il provvedimento privilegia l’Edilizia residenziale sociale (Ers) a scapito dell’Edilizia residenziale pubblica (Erp). Il nodo non è solo la scarsità di case popolari, ma un mercato degli affitti fuori controllo. Secondo il Sicet basterebbero misure semplici, come il rilancio del canone concordato previsto dalla L. 431/1998. Il sindacato inquilini esprime preoccupazione anche per le norme sulla vendita degli alloggi popolari, che rischiano di impoverire ulteriormente il patrimonio pubblico, cui si aggiunge la possibilità di trasformare alloggi di Erp in Ers durante gli interventi di recupero. I numeri parlano chiaro: 300.000 domande pendenti per una casa popolare (Federcasa), mentre il 47% delle famiglie in povertà assoluta vive in affitto, pur rappresentando solo il 18% della popolazione residente (Istat). La ricetta del Sicet prevede l’introduzione di livelli minimi di fabbisogno abitativo garantiti dallo Stato e quote obbligatorie di edilizia pubblica nei nuovi interventi edilizi: «Vogliamo dare un contributo costruttivo alla discussione – spiega il segretario generale Fabrizio Esposito – in un momento in cui la questione abitativa rischia di trasformarsi in una vera emergenza sociale, anche alla luce delle proposte di legge sul rilascio delle abitazioni senza sussidi in favore degli inquilini in difficoltà e un rafforzamento della rete dei servizi sociali comunali».

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Solidarietà e lavoro dignitoso: ISCOS presenta il Bilancio Sociale 2025

È stato pubblicato il Bilancio Sociale 2025 di ISCOS. Il documento fotografa i traguardi raggiunti in un contesto geopolitico complesso, segnato da conflitti e da un taglio globale all’aiuto pubblico allo sviluppo. Nonostante le sfide, l’azione di ISCOS è stata guidata dalla responsabilità per dare dignità al lavoro senza lasciare indietro nessuno. Il 2025 ha segnato i primi passi fuori da una situazione precaria grazie a nuovi progetti in Pakistan, Senegal ed El Salvador, resi possibili dal lavoro sinergico della sua rete.

Iscos Cisl

L’intervento di ISCOS negli ultimi mesi si è articolato in settori prioritari come l’ambiente, le filiere produttive locali e i diritti delle donne. In Pakistan spiccano il programma RISE per l’occupazione femminile a Lahore, l’iniziativa Khyber Path per mitigare i rischi climatici tramite il turismo sostenibile e il progetto MEAL contro la malnutrizione materno-infantile. In Senegal l’impegno si traduce nella tutela della biodiversità marina con A.Mar Blu e nello sviluppo di micro-imprese a Ziguinchor. In El Salvador si lavora alla protezione del suolo e al sostegno dei produttori agricoli.

Nell’ultimo anno più di mezzo milione di persone sono state raggiunte direttamente o indirettamente da 50 progetti ISCOS. Per trasformare queste azioni in progressi duraturi, il supporto della società civile resta vitale. È ancora possibile sostenere ISCOS scegliendo di devolvere il 5×1000 nella dichiarazione dei redditi, inserendo nell’apposito riquadro dedicato agli Enti del Terzo Settore il codice fiscale 97028820583.

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Così INAS CISL può aiutare i pensionati a far valere i loro diritti

Una semplice verifica di ricalcolo della pensione può portare a scoprire il diritto a un assegno più elevato rispetto a quello percepito. Il supplemento di pensione, ad esempio, consente di valorizzare i contributi versati dopo la decorrenza dell’assegno. La domanda può essere presentata ogni cinque anni; in alcuni casi, una sola volta nella vita, anche dopo due anni, se è stata raggiunta l’età pensionabile (67 anni).

Inas Cisl

Diversa è la pensione supplementare, che riguarda la liquidazione di una vera e propria pensione aggiuntiva rispetto a quella già in pagamento, quando esistono contributi versati in una gestione previdenziale diversa da quella che ha dato origine alla pensione principale. È il caso, ad esempio, di un pensionato da lavoro dipendente che abbia svolto delle collaborazioni con contribuzione accreditata alla Gestione Separata.

La ricostituzione contributiva della pensione, invece, permette di chiedere il riconoscimento di periodi che non sono stati valutati correttamente nel calcolo dall’INPS. Può trattarsi, ad esempio, di contribuzione figurativa come una maternità o di contributi non ancora presenti nell’estratto contributivo al momento della liquidazione da parte dell’INPS.

C’è poi la neutralizzazione, cioè la possibilità di chiedere all’INPS di escludere dal calcolo alcuni periodi lavorativi sfavorevoli, come quelli caratterizzati da retribuzioni più basse rispetto agli anni precedenti e collocati nella fase finale della carriera. Si tratta di un istituto applicabile ai trattamenti calcolati con il sistema retributivo o misto.

Infine abbiamo le ricostituzioni reddituali che permettono al pensionato di ottenere l’adeguamento al trattamento minimo, alle maggiorazioni sociali e all’assegno al nucleo familiare in base al reddito del pensionato e del coniuge.

«È un errore, una volta liquidata la pensione dall’INPS, non verificarne il calcolo. È fondamentale effettuare le verifiche con il supporto di un esperto dell’INAS CISL in grado di tutelare al meglio i diritti dei pensionati», spiega il Presidente del Patronato INAS CISL.

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ANOLF Frosinone: rinnovato il Consiglio direttivo. Una rete di solidarietà guidata dal valore e dal lavoro in sinergia

Sabato 27 giugno 2026 si è svolto il rinnovo del Consiglio Direttivo dell’ANOLF Frosinone. Più che un adempimento istituzionale, l’incontro è stato una celebrazione di accoglienza, dignità e condivisione. Alla presenza della Presidente Nazionale ANOLF Maria Ilena Rocha, del Presidente ANOLF Frosinone Abdoul Oussaifi e di Antonella Valeriani (Segretaria Generale CISL Frosinone), l’assemblea ha tracciato le linee per il futuro.

Anolf

L’integrazione sul territorio è guidata da numeri significativi: nella provincia di Frosinone i cittadini di origine immigrata residenti superano ormai le 25.000 unità (circa il 5% della popolazione totale) con una forte incidenza di giovani e donne. Proprio la centralità dei giovani del Servizio Civile Universale e delle donne volontarie è stata indicata come il motore invisibile ma potentissimo dell’associazione.

Fondamentale la partecipazione della Filca Cisl Frosinone, a testimonianza del legame indissolubile tra inclusione e tutela dei lavoratori. In Ciociaria il settore edile vede oltre il 30% della forza lavoro composta da operai di origine immigrata: la sicurezza e la dignità nei cantieri diventano così il primo vero pilastro dell’integrazione sociale.

Il clima di entusiasmo che ha unito generazioni diverse attorno al tavolo di esperienze e istituzionalità lancia un messaggio chiaro: il futuro si costruisce insieme, valorizzando ogni singola voce per una comunità autenticamente aperta.

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Il “diritto di recesso” ora si esercita in un clic. Ecco come funziona

Dal 19 giugno 2026 è entrata in vigore una novità importante per chi acquista online: il nuovo articolo 54-bis del Codice del Consumo, infatti, rende obbligatorio il “pulsante di recesso” sui siti e sulle app dei professionisti, per i contratti di acquisti di beni e servizi, energia, contenuti digitali, contratti bancari, finanziari e assicurativi, conclusi a distanza tra consumatori e professionisti. Adiconsum ha predisposto una scheda informativa ad hoc in cui ha riassunto i punti principali.

Adiconsum

I consumatori potranno esercitare il diritto di recesso in modo semplice e immediato direttamente sulla piattaforma usata per l’acquisto, senza dover inviare email, PEC o raccomandate. Il pulsante di recesso deve essere chiaramente visibile, facilmente accessibile e disponibile per tutto il periodo utile al recesso. Il consumatore clicca sul pulsante, compila il modulo elettronico e conferma. Il professionista deve inviare immediatamente una ricevuta con il testo della dichiarazione e la data/ora di trasmissione.

Prima della conclusione del contratto, il professionista deve informare chiaramente il cliente dell’esistenza e della posizione del pulsante di recesso. Il mancato rispetto della norma può comportare sanzioni amministrative, l’estensione del termine di recesso fino a 12 mesi e 14 giorni e altre conseguenze a carico del professionista.

E se manca il pulsante? Ecco alcuni consigli: fare uno screenshot del sito o dell’app; inviare comunque il recesso con mezzo tracciabile (email, PEC, raccomandata); contestare formalmente l’inadempimento; richiedere il rimborso; rivolgersi alle sedi Adiconsum per assistenza.

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Questo articolo è stato realizzato in collaborazione con Cisl

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