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Districarsi con realismo nel caos del nostro tempo

Di Carlo Marsonet
18 Febbraio 2026
Il saggio di Robert Kaplan sul "Secolo fragile" è pervaso da un ragionevole pessimismo. Ma anche da alcune acute osservazioni su libertà e comunismo
Donbass, Ucraina, 18 febbraio 2025 (foto Ansa)
Donbass, Ucraina, 18 febbraio 2025 (foto Ansa)

Ogni epoca ha i propri momenti di crisi, ogni generazione affronta problemi diversi. Nella nostra, secondo molti, pochi sono gli spiragli di luce che si possono scorgere. Per svariati motivi. Una situazione geopolitica globale di difficile decifrazione, con una crescente aggressività di alcuni attori “nuovi”, che in realtà sono tali solo a un occhio miope. Un momento culturale, ancor più importante, forse non particolarmente florido, le cui cause potrebbero essere diverse. Ma che certamente è una chiave per capire il caos internazionale. Ci riferiamo sia agli Stati Uniti sia all’Europa, e probabilmente in primo luogo proprio a quest’ultima. Diceva Edmund Husserl che «il maggior pericolo dell’Europa è la stanchezza». Uno stato d’animo percepibile a tutto tondo: politicamente, economicamente, culturalmente, appunto. Il libro del politologo americano Robert D. Kaplan, Il secolo fragile. Caos e potere nel mondo in crisi permanente, da poco pubblicato da Marsilio, offre un quadro non propri...

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