#NoJovaBeachParty. Il cantante eco-sostenibile impallinato dagli ambientalisti

Dopo la tappa di Ladispoli del tour di Jovanotti, ora rischia di saltare anche quella di Lido degli Estensi. «Quello scelto è un sito riproduttivo per il povero Fratino»

Non è partito col piede giusto il Jova Beach Party, il tour musicale di 15 spiagge italiane più una cima alpina di Jovanotti previsto a cavallo dei mesi di luglio e di agosto lanciato all’inizio dello scorso dicembre, con apertura della pre-vendita dei biglietti: dopo la tappa di Ladispoli, ora rischia di saltare quella di Lido degli Estensi, nei pressi di Comacchio e di Porto Garibaldi. Il motivo è identico: sulle due spiagge in questione nidifica il fratino, piccolo trampoliere a rischio di estinzione, e sono conservati gli ultimi lembi di dune costiere della penisola italiana. Per Jovanotti è una specie di nemesi, essendo stato pensato il Jova Beach Party come un tour eco-sostenibile, realizzato in partenariato con il Wwf per promuovere la lotta contro l’inquinamento marino da plastica.

#NOJOVABEACHPARTY

L’associazione ambientalista sembra però non essersi accorto che fra le location scelte per l’evento – che, come ha spiegato in conferenza stampa il cantautore, occupa ogni volta uno spazio pari a tre campi di calcio – compaiono territori appartenenti o adiacenti ad aree naturalistiche protette. Così è per la spiaggia di Torre Flavia, fra Ladispoli e Cerveteri, che prende il nome da un’antica torre romana ancora presente sul posto. «Una spiaggia – ha ricordato il Comitato spontaneo No Party alla Palude – che sorge in un’area protetta, scrigno di biodiversità, tra una palude e il mare. Qui nidifica il Fratino, tutelato da una direttiva europea, qui resistono incontaminate le dune e le secche del litorale, qui si innalza l’antica Torre Flavia di epoca romana». Effettivamente un ambiente fragile per un evento presentato come “una città temporanea” e “un villaggio sulla spiaggia”, con un’affluenza prevista di oltre 30 mila persone.

A protestare contro la scelta di un tratto del Lido degli Estensi è stato invece per primo l’ornitologo ferrarese Menotti Passarella, e il suo appello è stato rilanciato dal naturalista forlivese Federico Montanari, già presidente dell’associazione ambientalista L’Umana Dimora, che ha passato la sua vita professionale a contatto delle zone naturali di questa costa. Passarella ha dato vita all’hashtag #NoJovaBeachParty: «Il luogo fisico dove dovrebbe svolgersi l’evento è un’area che in passato è stata salvata dagli ambientalisti quando la Provincia voleva allargare il porto canale e la darsena», ha dichiarato ai giornali. «Non è indicato per fare eventi perché ci sono popolazioni animali sulla spiaggia. Non dico che non voglio Jovanotti ai Lidi, solo non in quell’area».

FRATINO E DUNE COSTIERE

«Sono pienamente d’accordo con Menotti Passarella: nell’arco di costa ferrarese ci sono altre zone ormai antropizzate dove l’impianto delle attrezzature per lo svolgimento del concerto non sarebbe troppo impattante. Quello scelto è un sito riproduttivo per il povero Fratino», spiega Montanari, «che nell’intera costa emiliano-romagnola conta al massimo 40-50 coppie riproduttive. Ma quel che è peggio, l’area prescelta contiene uno dei pochissimi lembi superstiti di dune costiere, che dopo lo sciagurato intervento di allargamento del tratto terminale del canale navigabile Ferrara – Porto Garibaldi, la Provincia di Ferrara si era impegnata a tutelare. Le dune si presentano coperte da varia vegetazione e mostrano begli esempi di insediamento di arbusti caratteristici delle dune consolidate, con esemplari di leccio, specie che qui si trova quasi ai limiti settentrionali del suo areale. Invito a sostenere la campagna di Menotti Passarella».

Per risolvere il problema di Ladispoli Jovanotti aveva chiesto la convocazione di un tavolo tecnico col Comune e gli enti ambientalisti locali, poi aveva deciso semplicemente di cancellare la tappa del tour. Resta ora da vedere come deciderà di affrontare la nuova crisi, che stavolta riguarda una spiaggia adriatica ma è centrata sulle stesse problematiche del litorale tirrenico.