Italia-Francia: Sì alla Tav Torino-Lione e anche alla Torino-Nizza

Al summit di ieri, il premier Letta e il presidente Hollande decidono di raddoppiare il sostegno dei due paesi all’alta velocità. A Roma i No Tav attaccano sede del Pd: «Pezzi di m…»

Malgrado gli scontri di piazza causati da un gruppo di No Tav, ieri in pieno centro a Roma, nel vertice Italia-Francia tenutosi all’ambasciata francese a Roma, il premier Enrico Letta e il Presidente Francois Hollande hanno deciso che proseguirà la realizzazione della linea ad alta velocità Torino-Lione e anche «Un’altra importante infrastruttura, la Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza». Una batosta per il movimento No Tav, ma anche una chance di sviluppo per l’Italia nord occidentale in un progetto che i due leader ieri hanno defintio come «teso a rendere ancora più osmotici i nostri due Paesi».

TORINO-NIZZA DA FINE 2014. Sulla tratta alta velocità Torino-Nizza, il presidente Hollande ha dichiarato che nel 2014 «la gara d’appalto sarà sottoscritta e i lavori potranno iniziare entro fine 2014, inizio 2015». In un comunicato stampa diffuso, proprio per ribadire l’importanza della Tav, i due Governi hanno spiegato di impegnarsi al cofinanziamento dell’opera, a partire dagli studi di fattibilità. Hollande è intervenuto anche sulla vicenda Alitalia, e sulle trattative con Air France ha dichiarato che si augura che «si concludano nel migliore dei modi. Non spetta a me parlarne perché non sono il presidente di Air France. Ci sono discussioni in corso che devono continuare nell’interesse delle due aziende».

INSULTI AL PD. Nel corso dei tafferugli di ieri sera, i No Tav – circa venti persone staccatisi dal gruppo che manifestava in Campo de’Fiori– hanno attaccato anche la sede del Pd. Giulia Urso, segretario di una sezione Pd di Roma ha riferito che «Erano una ventina, incappucciati, con le bandane No Tav: hanno tentato l’irruzione, avevano un odio animalesco». Dopo i No tav «Hanno tentato di entrare, si sono avventati contro le finestre cercando di spaccarle ma hanno le grate, quando ho visto che imbrattavano i nostri simboli, la falce e martello e la targa fuori, non ci ho visto più e ho tentato di fermarli». Urso ha quindi riferito che ci sono stati «Spintoni, urla, insulti, uno di noi è rimasto ferito ad un occhio. La polizia ci ha detto di chiuderci dentro e così abbiamo fatto. Ho provato a parlare a questi ragazzi, ma avevano odio e ci urlavano “Pezzi di m…”».