Israele-Gaza, 81 vittime. Netanyahu: «Tregua non è in agenda»

Il ministro della Salute di Gaza ha comunicato il nuovo bilancio delle vittime, spiegando che per metà sono donne e bambini. Ucciso anche il responsabile dell’arsenale razzi di Hamas. Israele manda carri armati lungo il confine

Sale a 81 il bilancio delle vittime dei raid israeliani su Gaza, dopo l’ennesima notte di bombardamenti: a riferirlo è stato il ministro della Salute di Gaza, che ha specificato che la metà delle vittime sarebbero donne e bambini. Intanto i media israeliani informano che l’esercito ha ucciso anche Imam Sian, responsabile dell’arsenale di razzi di Hamas. La reazione del partito estremista che guida la Striscia è stata immediata: «Scateneremo un terremoto su Tel Aviv» ha minacciato.

«TREGUA CON HAMAS NON E’ IN AGENDA». Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha comunicato ai membri della commissione Affari esteri in Parlamento che «La tregua con Hamas non è in agenda». La notizia è arrivata nelle stesse ore di quella diffusa dalla stampa dell’uccisione di Sian, che diventerebbe il più alto esponente di Hamas colpito da quando è iniziata l’operazione militare. I media hanno riferito anche che Israele ha iniziato a inviare carri armati lungo il confine con la Striscia, secondo quanto dichiarato nell’ultimatum del presidente Shimon Peres.

LA FARNESINA. Il ministero degli Esteri italiano ha divulgato una raccomandazione «a limitare gli spostamenti e ad attenersi scrupolosamente alle misure cautelative». A tutti gli italiani residenti nelle aree meridionali di Israele, al confine con Gaza, o a chi vi si deve recare di «avere chiare le locali procedure di sicurezza e in particolare di poter sempre accedere con breve preavviso a rifugi anti-missili».