È un avamposto strategico verso l’Artico. Trump vuole evitare che uno spazio cruciale diventi teatro d’azione per Russia e Cina. Allo stesso tempo, però, le sue specificità non possono essere ignorate
Protesta davanti all'ambasciata degli Stati Uniti a Copenaghen, in Danimarca, contro le mire di Trump sulla Groenlandia, 25 marzo 2025 (foto Ansa)
Quando Donald Trump, all’inizio del mandato, ha parlato per la prima volta di Groenlandia, in molti, anche in Europa, l’hanno liquidata come una provocazione, l’ennesima uscita sopra le righe cui il presidente americano ci ha abituato. Eppure, quel riferimento ha avuto l’effetto di riportare l’attenzione su un nodo che da tempo cresceva sottotraccia: la centralità strategica dell’Artico nel nuovo equilibrio globale.
Un Mediterraneo del Nord
L’Artico non è infatti una periferia ghiacciata e marginale, ma uno spazio geopolitico in rapida trasformazione. Del resto, lo scioglimento progressivo dei ghiacci sta aprendo opportunità sino ad ora appena immaginate per nuove rotte commerciali alternative tra Asia, Europa e Nord America, permettendo una riduzione di oltre il 40 per cento dei tempi e del 30 per cento dei costi di percorrenza e ridefinendo la geografia dei flussi globali di merci e forniture energetiche. Senza dimenticare la presenza massiccia nella regione di idrocarburi, oro e te...
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