Inter, Gasperini/ Gigi Simoni: «Moratti, che errore esonerarlo»

Luigi Simoni, l’unico tecnico oltre a Mourinho a vincere un trofeo internazionale nell’era Moratti, è contro l’esonero di Gasperini: «Nemmeno Benitez doveva essere licenziato. E nemmeno io, visto che avevo appena vinto contro Real Madrid e Salernitana». E ora via al valzer degli allenatori

La mattina di Massimo Moratti è cominciata con una domanda: Gian Piero Gasperini rimarrà? «Non credo. Adesso vedremo che cosa fare in giornata, ma la situazione mi sembra molto difficile, sotto tutti i punti di vista». Intanto i nerazzurri scendevano in campo per il consueto allenamento, ma a dirigere la seduta defaticante non c’è il tecnico di Grugliasco bensì Giuseppe Baresi, allenatore in seconda e Daniele Bernazzani. Un altro segnale che il divorzio era imminente. Poi alle 12.30 il comunicato ufficiale della società che sancisce il divorzio: «F.C. Internazionale comunica che stamane, al centro sportivo di Appiano Gentile, l’allenamento della prima squadra è stato diretto da Daniele Bernazzani e Giuseppe Baresi. La Società ringrazia Gian Piero Gasperini per l’impegno dimostrato nello svolgimento dell’incarico, manifestando il proprio rammarico per l’interruzione del rapporto tecnico».

«È una situazione fuori dalla norma» afferma a Tempi.it Luigi Simoni, l’unico oltre a Mourinho a vincere un trofeo internazionale nell’era Moratti. «È una squadra senza entusiasmo, senza stimoli, campioni che hanno vinto tutto, ma troppo avanti con l’età».

Crede che il cambio di allenatore possa risolvere la situazione?
Generalmente sono contrario agli esoneri. Non ero d’accordo nemmeno quando hanno esonerato Benitez, non lo sono nemmeno ora con Gasperini. Aveva le competenze per sedere su quella panchina. Certo, bisognerebbe conoscere la situazione all’interno dello spogliatoio, capire che rapporto c’era tra squadra e allenatore. Spesso dipende tutto da quello.

Probabilmente Benitez è stato cacciato per questo. La sua squadra era molle, arrivato Leonardo sono tornati tutti in forma.
Sì, anche se Leonardo ha avuto i rinforzi che allo spagnolo non erano stati concessi. Siamo stati abituati a vedere una corazzata per anni, una squadra quasi imbattibile. Ora sembra che il ciclo sia finito, servivano altri ricambi che non sono arrivati.

Certo che è strano vedere l’Inter a un punto dopo 3 giornate. Se questa sera Cesena, Bologna e Atalanta vincono i nerazzurri saranno ultimi in classifica.
Ripeto, è una situazione paradossale, inspiegabile. Milano è una piazza importante. All’Inter poi non conta solo vincere, Moratti vuole di più. Quando io venni esonerato avevo appena battuto il Real Madrid 3-1 in Champions League e la Salernitana in campionato. Tuttavia, il lunedì mattina mi hanno lasciato a casa. Spesso si ha troppa fretta, non si lascia lavorare l’allenatore.

Un commento al calcio delle serie minori. La Cremonese ha già azzerato il -6 di partenza giocando bene. Pensa che finalmente possa essere l’anno buono?
Cremona è un’oasi felice, di piazze così ce ne sono poche. Il presidente Arvedi ha molto entusiasmo, è uno che vuole vincere. Oscar Brevi è un bravo allenatore, è giovane, lavora benissimo ed è serio. Ha una formazione di valore, ma ha bisogno del sostegno della città, dei suoi tifosi. Quando verranno i momenti difficili i tifosi dovranno aiutare la squadra a superarli. Così si costruiscono le vittorie.