Iniziano i Mondiali. E torna il campione misterioso. Vediamo chi è il più veloce a indovinarlo

Primo profilo del gioco di tempi.it dedicato alla rassegna brasiliana. Si comincia con un giocatore facile facile. Il più lesto vince un’intervista in cui potrà narrare le sue prodezze sui campi di periferia

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Soccer - World Cup France 98 - Group G - Romania v ColombiaInizierà stanotte alle 22 l’edizione numero 20 della Coppa del Mondo: a San Paolo, i padroni di casa del Brasile ospiteranno la Croazia. Per l’occasione, torna anche il campione misterioso, il gioco di tempi.it dedicato alle grandi rassegne calcistiche per nazionali, che già ha riscosso grande successo agli scorsi Europei e alla Confederations Cup 2013. Il format è semplice: qui sotto trovate il profilo da indovinare di un calciatore delle 32 squadre impegnate ai Mondiali. Se avete capito chi è, mandateci una mail con nome, cognome e nazionale del giocatore “segreto” all’indirizzo redazione@tempi.it (ricordatevi di scrivere in oggetto “campione misterioso“). Il più rapido a indovinare vincerà un’intervista con tempi.it, in cui potrete raccontare le vostre imprese sportive sui campetti di periferia.
NB. Ci raccomandiamo, non scrivete Alexi Lalas. È solo la foto che abbiamo usato per confezionare il logo qui a fianco.

Un giocatore tanto rilassato e al tempo stesso così mobile è difficile da trovare al Mondiale. E invece, eccolo qui un metronomo dall’aria serena e pacifica, eppure dal ritmo di gioco incalzante e creativo. Pure la terra da cui proviene è un mondo dove la vita sembra poco avvezza ai tempi frenetici delle grandi metropoli, ma cela dietro a questa apparenza un’esistenza fervida: qui dove a far la guerra non ci viene nessuno da decenni, si godono panorama e benessere, con un occhio agli orologi ogni tanto che non fa mai male.

Indizio: il ragazzo non ha mai giocato in Serie A. La cosa va specificata, se non altro per mettere a tacere i «Questo io l’ho già sentito!». Niente campionato italiano quindi, niente partite giocate lungo la penisola, tra coste marittime e isole, dorsale appenninica e Alpi. Già, le Alpi. Quale crocevia per la sua vita: a sud di quelle montagne vanno rintracciate le origini della sua famiglia, a nord delle stesse si trova invece lo sviluppo della vita del Nostro, tanto personale quanto sportiva.

Direte voi: perché allora uno così ai Mondiali non ci va con l’Italia? Bella domanda, forse avrebbe fatto comodo a mister Prandelli. Forse là in mezzo, tra un assist di Pirlo e una rincorsa di Marchisio ci sarebbe stato bene. Ma tant’è, e aggiungiamo con quella maglia addosso non sfigura sebbene non sia al 100 per cento originario della sua terra, che anzi ha fatto dell’accoglienza la sua cifra specifica. Da lì però manca da tanti anni, essendo finito a giocare in un altro campionato: ha scelto bene, vista l’ascesa che il pallone di questa nazione ha avuto negli ultimi lustri. Purtroppo, la sua carriera è stata segnata da non pochi infortuni, da cui però è riuscito a recuperare sempre tranquillamente: ai Mondiali, se dovesse scendere in campo, supererà le 70 presenze con la sua nazionale. Ma prima di quel giorno voi avrete capito di chi stiamo parlando.

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