Inghilterra, lo Stato si prende anche i reni

I cittadini sono diventati tutti buoni e donatori per decreto: chi non vuole “migliorare o salvare la vita di qualcuno” deve denunciarlo. Agli altri verranno espiantati gli organi

Il 20 maggio l’Inghilterra ha deciso che il corpo di un essere umano è di proprietà del servizio sanitario nazionale. Detto così suona molto gretto e meschino, ma tant’è. Con l’entrata in vigore della Max and Keira’s Law – ribattezzata così in onore del piccolo Max Johnson, 9 anni, a cui è stato trapiantato il cuore di Keira Ball, una bimba della stessa età deceduta in un incidente stradale -, le autorità potranno procedere al prelievo automatico degli organi di una persona deceduta a meno che tale persona non abbia registrato in vita il suo esplicito diniego. Cosa significa? Che quasi tutti i cittadini inglesi dal 20 maggio sono diventati donatori di organi.

TUTTI DONATORI PER DECRETO

A differenza del sistema “opt-in”, che prevede che i cittadini dichiarino in vita il proprio sì alla donazione, nel sitema “opt-out” adottato in Inghilterra il consenso all’espianto, in assenza di disposizioni contrarie, è diventato implicito. Questo perché «ci sono più di 6.000 persone attualmente in attesa di un organo nel Regno Unito. Tre persone muoiono ogni giorno mentre sono in lista d’attesa. La nuova legge contribuirà a ridurre il numero di queste persone», ha spiegato il governo lo scorso anno avviando una campagna di sensibilizzazione per garantire, prima dell’entrata in vigore della nuova legge, tutto il tempo necessario alle famiglie per “discutere” argomenti che in pochi affrontano con i propri cari e comprendere il nuovo sistema.

LA COSCIENZA DI MAX

Un sistema che si picca di sollevare la coscienza personale dalla responsabilità di scegliere, liberamente, se e come fare il bene: presupposto e fondamento di un atto d’amore come quello di donare un cuore – come il cuore di Keira donato a Max – non sarà più una libera scelta del cittadino ma una imposizione dello Stato. A coscienza e libertà non resterà dunque che lo spazio, stretto, della sottrazione: con la differenza che sottrarsi allo Stato significherà dichiarare in tutta coscienza di non voler salvare la vita a qualcuno come il piccolo Max.

LO STATO VIGILA, LO STATO PROTEGGE

Lo Stato protegge, lo Stato vigilia, lo Stato assicura ai tanti, che già temono abusi, espianti in corpi vivi e abbandono terapeutico dei più fragili allo scopo di reperire “pezzi di ricambio”, che sono previste misure di sicurezza rigorose e colloqui con le famiglie nel rispetto di fedi e convenzioni religiose di ciascuno. Un film già visto: conosciamo bene il sussiego dello Stato inglese nel provvedere a realizzare quello che ritiene essere il best interest delle persone e il bene della società, ne conosciamo l’interpretazione strettamente materialistica di tutto ciò che è malattia, sofferenza, e sappiamo dove ha portato l’uso del suo imperio per chiudere l’accesso all’alimentazione e alla cura del dolore e alle terapie palliative di un malato, in nome del risparmio economico.

FINO ALL’ULTIMO RENE

In Canada eutanasia e suicidio assistito vengono già promosse insieme alle nuove linee guida sul prelievo degli organi come buone scelte per “migliorare la vita degli altri” e “lasciare un’eredità”. Per arrivare al concetto di morte produttiva, in una società che considera l’uccisione una risposta alla sofferenza umana e la soppressione di un malato un atto compassionevole e misericordioso, non resta che interdire la coscienza e libertà personale incapace da sé di atti d’amore. Così, destituita del suo significato di testimonianza, responsabilità e carità che spesso in circostanze misteriose e dolorose spinge al dono di sé per la salvezza (la propria, insieme a quella di un altro), anche la donazione degli organi è diventata affare di Stato, legittimato a intromettersi fino al midollo e all’ultimo rene inutile del suo cittadino.

SILENZIO ASSENSO O DELAZIONE

Dal 20 maggio, dunque, chiunque risiede in Inghilterra e non desideri, per usare le parole dello Stato, «aiutare a salvare e migliorare più vite», o fare «un dono inestimabile», deve manifestare la propria decisione sul registro dei donatori del servizio sanitario nazionale. Il silenzio assenso farà di tutti gli altri dei potenziali donatori, a patto che non abbiano meno di 18 anni, soffrano di incapacità mentale o non abbiano risieduto in Inghilterra per almeno un anno prima di morire. In Galles il presunto consenso esiste già dal 2015. In Scozia entrerà in vigore nel marzo 2021.