India: ma quali 20 chiese bruciate. Attenti: la mail che circola in queste settimane è un’enorme bufala


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Una mail che continua a girare sfruttando la persecuzione dei cristiani chiede di pregare per l’India, dove a Olisabang avrebbero bruciato 20 chiese. Ma è tutto falso

«Fratelli e sorelle, ci è stato inviato questo messaggio urgente con preghiera di ritrasmetterlo a quante più persone possiamo. Grazie!». Inizia così la mail che gira in queste settimane su presunti gravissimi attacchi alla comunità cristiana in India. Nel testo della mail, che si vuole far credere inviata in origine da «Gonzalo Duarte G., SS.CC. Vescovo di Valparaiso», si chiede a tutti di «pregare il nostro Signore onnipotente e vittorioso» e di girare la mail «a tutti i cristiani che conoscete». Bene, è una clamorosa bufala.

NOTIZIE INVENTATE. La mail vuole far credere che il «Superiore Provinciale dei Francescano OFM (Ordine Frati Minori) dell’India» abbia chiesto a tutti i cristiani di pregare perché «degli estremisti buddisti in India hanno dato fuoco a 20 chiese nella notte scorsa. Hanno in programma di distruggere questo pomeriggio altre 200 chiese nella provincia di Olisabang. Vogliono uccidere 200 missionari >nelle prossime 24 ore. Tutti i cristiani si stanno nascondendo nei villaggi». Innanzitutto, non esiste alcuna provincia in India che risponde al nome di Olisabang e non c’è nessuna comunità di buddisti che vuole uccidere i cristiani.

SMENTITA UFFICIALE. La bufala era circolata anche nel 2012 ed era stata categoricamente smentita da padre Babu Jose Pamplany, superiore provinciale dei francescani per l’India, che ad AsiaNews dichiarava: «La notizia è del tutto falsa: in India nessun buddista ha mai attaccato alcuna comunità cattolica. Anche io ho ricevuto informazioni analoghe via mail: ma posso confermare che si tratta di una bufala. Nella mail si nomina un presunto superiore provinciale: non sono io. Voglio specificarlo, anche perché nel nostro Paese noi cristiani abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con i buddisti. È ingiusto che vengano dipinti in questo modo. A nome della Chiesa e di tutti i francescani in India, prendiamo con forza le distanze da questa notizia». Attenzione, dunque, a chi vuole speculare sulla persecuzione dei cristiani in India, che è una triste realtà, soprattutto in Orissa.