In Val di Susa l’anno ricomincia con lanci di pietre e minacce ai sindaci pro Tav

Reduci dal veglione militante di Giaglione, nella notte di san Silvestro, circa cento attivisti hanno tentato l’assalto al cantiere di Chiomonte. Minacce ai primi cittadini di Susa e Chiomonte

Se a Capodanno, simbolicamente, si vogliono evidenziare le priorità per l’anno entrante, in Val di Susa, i No Tav hanno lanciato un messaggio (accompagnato al solito da pietre e petardi) tutt’altro che rassicurante. Reduci dal veglione militante di Giaglione, nella notte di san Silvestro, circa cento attivisti hanno tentato l’assalto al cantiere di Chiomonte. Protagonisti anarchici, autonomi dei centri sociali e No Tav, in particolare del comitato Susa-Mompantero. I reparti anti-sommossa del presidio interforze, dopo il lancio di pietre e bottiglie (un agente è rimasto lievemente contuso), hanno reagito con una carica sul ponte della Clarea. I manifestanti hanno così ripiegato precipitosamente verso Giaglione.

Era dal 19 luglio scorso che le frange violente del movimento No Tav non tentavano di avvicinarsi alle protezioni del cantiere. Alcuni osservatori parlano di un atto di pressione verso i vertici del movimento, che hanno dato lo stop alle azioni violente, anche in vista delle elezioni amministrative per cui si parla di una sistematica presenza di liste civiche trenocrociate.

Triste ritorno anche sul fronte delle minacce agli amministratori locali, In particolare i sindaci di Susa e Chiomonte, Gemma Amprino e Renzo Pinard. Sul profilo Facebook di un militante, nei giorni scorsi, è comparso un post: “Respira Gemma, respira a pieni polmoni e muori, assieme a quelli che la pensano come te. Muori assieme a Pinard, mano nella mano, finché morte vi accolga”.