In Spagna è ormai vietato criticare le nozze gay. Un incauto ministro ne fa le spese

Il ministro dell’Interno Jorge Fernandez Diaz ha osato dire che «le nozze gay non garantiscono la sopravvivenza della specie». Chieste le dimissioni.

In Spagna non si può più criticare il matrimonio gay. Chi osa parlare contro la legge approvata dal governo Zapatero ormai sette anni fa viene subito accusato di oscurantismo e travolto dalle critiche. È successo anche al ministro dell’Interno Jorge Fernandez Diaz, che durante un colloquio all’Ambasciata spagnola presso la Santa Sede ha affermato: «Se ci opponiamo al matrimonio fra persone dello stesso sesso non possiamo impiegare degli argomenti confessionali, bensì razionali». Ha poi aggiunto: «Le nozze gay non possono avere la stessa protezione del matrimonio naturale da parte dei poteri pubblici. La sopravvivenza della specie, per esempio, non sarebbe più garantita».

IDEE REAZIONARIE. Che una coppia dello stesso sesso non possa generare un figlio è un’argomentazione laica e non offende nessuno, ma la Federazione nazionale lesbiche, gay e transessuali si è scagliata contro il ministro accusandolo di «usare la sua posizione per cercare di imporre idee reazionarie». Altri hanno chiesto le sue dimissioni, perfino un esponente del Partito popolare, di cui il ministro fa parte, ha scritto su Twitter: «Sono parole sfortunate».

MUSERUOLA AI VESCOVI. La libertà di espressione sembra essere a rischio in Spagna. Come ricorda Avvenire, a gennaio il vescovo di Cordoba, monsignor Demetrio Fernandez, aveva osato criticare «l’ideologia del gender», suscitando critiche violente, tra cui quella del portavoce della Regione Andalusia, che ha suggerito «una museruola per monsignore». Libertà per tutti, dunque, tranne che per qualcuno.