Impossibilità e necessità del conservatorismo

Di Leonardo Allodi
04 Agosto 2025
Il contributo di Leonardo Allodi (Università di Bologna) per Lisander, il substack nato dalla collaborazione tra Tempi e Ibl, in reazione ad un saggio di Danilo Breschi sul conservatorismo
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Un solo uomo basta a testimoniare che la libertà non è scomparsa; ma di lui abbiamo bisogno.

Ernst Jünger, Oltre la linea

L’intervento di Danilo Breschi mi suggerisce una domanda, dalla quale voglio partire. Da quale desiderio e aspirazione di fondo è mosso il pensiero conservatore? Si potrebbe rispondere: il conservatore crede e aspira a quella tranquillitas ordinis su cui si fonda, come dice Agostino, ogni pace autentica. Una aspirazione che non può non essere temperata da un sano realismo: il sommo bene politico non si trova nei Landemains qui chantent, e non potrà mai realizzarsi completamente nella storia umana. Anche i beni terreni più puri, la stessa amicizia, risultano esposti all’angoscia, al rischio, alle incomprensioni, come dice Sergio Cotta in uno studio sempre ammirevole e mai invecchiato, come La città politica di Sant’Agostino (1960).

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