Il vinile non è per nostalgici. Lo dicono le vendite in costante crescita

Il vinile è tutt’altro che pensionato. C’è una vera e propria resistenza di collezionisti che preferiscono spendere un po’ di più per acquistare un vinile, che ha una qualità d’audio inconfondibile, piuttosto che comprare uno stock di scomodi cd. Gli mp3 li hanno soppiantati, ed è più facile che apra un negozio di dischi, mentre chiudono i negozi di cd, spiega un pezzo del New York Times. Quando i cd erano stati introdotti nel 1980, nessuno più voleva gli ingombranti dischi. Ora avviene il contrario, si preferisce la qualità. E gli artisti stessi si trovano spiazzati dalla quantità di fan che ordinano dischi piuttosto che cd.

DAFT PUNK. Il nuovo album dei Daft Punk era davvero molto atteso, e quando “Random access memories” è uscito a metà maggio si è piazzato subito nei primi posti delle vendite. Il 6 per cento (19 mila su 339 mila ordini) era in formato vinile. Anche altri gruppi un po’ meno famosi stanno percorrendo questa strada. I Vampire weekend hanno venduto 10 mila copie in disco, mentre accresce il numero di album classici che viene stampato anche in vinile. I Beatles, i Rolling Stones e Bob Dylan sono tra i più richiesti e ristampati.

NUMERI IN CRESCITA. Nel Kansas la Pressings High Quality Record, azienda di esclusiva produzione di vinili, ha aperto nel 2001, si occupava di rispondere alle richieste solo di blues, genere che negli Stati Uniti attira molti fan. Ora invece produce lp per tutte le major, che mettono a dura prova le quattro presse dell’azienda. “Non abbiamo mai speso un dollaro in pubblicità, eppure siamo stati impegnati dal primo giorno in cui abbiamo aperto. Quando avevamo una pressa sola, avevamo così tanti ordini che ce ne servivano due. Quando ne avevamo due, ce ne servivano già quattro”. Attualmente producono 900mila dischi l’anno, e il catalogo che servono è completo di tutti i generi.

PER I GIOVANI. Secondo la Nielsen, agenzia di ricerca, rispetto al 2011 c’è un aumento globale del 18 per cento di vendite di dischi, per un totale di 4,6 milioni nel mondo. E si pronostica che quest’anno potrebbero arrivare a 5 milioni. Josh Bizar, direttore vendite di Music direct, sito di ecommerce di vinili e prodotti di alta fedeltà, ha concluso così: “Smettiamola di dire che i vinili sono per nostalgici. Se i Daft Punk, un gruppo che fa elettronica, hanno venduto 19 mila copie su disco, allora non direi che è per nostalgici. Ma anzi, è proprio il contrario”.