Il testo Zan vien di notte

Con una seduta alla 1.45 la Commissione Giustizia della Camera ha ultimato l’esame del testo sull’omotransfobia, ignorando il parere del Comitato per la Legislazione

Nicola Zingaretti e Alessandro Zan (Pd)

Con una seduta conclusa alle ore 1.45 di oggi – quasi si dovesse convertire in legge un decreto urgente per contrastare la pandemia – la Commissione Giustizia della Camera ha ultimato l’esame del testo unificato Zan in tema di contrasto alla omo-transfobia. Abbiamo con più documenti illustrato il carattere liberticida e discriminatorio dell’articolato (per tutti), e insieme con esso una serie di anomalie procedurali, in primis l’aver anticipato le norme finanziarie del testo con l’inserimento degli art. 7 e 9 nella legge di conversione del DL rilancio.

L’ultima forzatura è avvenuta stanotte: la Comm. Giustizia non ha tenuto in alcuna considerazione le osservazioni e la condizione poste dal Comitato per la Legislazione, nella seduta di giovedì 23, proprio sui profili di genericità delle espressioni adoperate. Il relatore on Zan si è riservato di rispondere in Aula, considerando di fatto la Comm. Giustizia alla stregua di un passaggio formale, invece della opportunità di approfondimento che la discussione al suo interno avrebbe permesso.

Alle 14 di oggi la Commissione Affari Costituzionali è chiamata a esprimere il suo parere. Auspichiamo, per l’autorevolezza della Commissione e per la presenza al suo interno di componenti del Comitato per la Legislazione che hanno concorso alla stesura del parere (ignorato) di quest’ultimo, un esame ponderato e rigoroso, coerente con le norme della Costituzione violate dall’articolato Zan.

La forte marcatura ideologica del t.u. ha avuto finora necessità di più forzature per andare avanti. Ma la dignità di un Parlamento democratico non tollera forzature.

Foto Ansa