Il sorpasso. Cosa c’è su Tempi di settembre

Di Redazione
01 Settembre 2025
Byd alla conquista dell’Europa; le clamorose rivelazioni del generale Mori su mafia e magistratura; la “vera educazione”; Frassati e Acutis, giovani, santi, moderni. Guida ai contenuti del numero
La copertina del numero di settembre 2025 di Tempi, dedicata al caso Byd e al boom delle auto elettriche cinesi

Un tempo irrisa come una meteora improbabile da Elon Musk, oggi Byd – il colosso cinese delle auto elettriche nato dalle batterie – sorpassa Tesla e mette sotto scacco Volkswagen, moltiplicando per tre la sua capitalizzazione. Non è magia, né solo mercato: Pechino l’ha spinta con sussidi miliardari e con una macchina industriale che produce auto come se fossero smartphone.

Proprio al “sorpasso” è dedicata la copertina del numero di Tempi di settembre 2025, già disponibile per gli abbonati nello sfogliatore digitale e in arrivo nelle case di chi ha scelto la formula full. Simbolo della strategia del Dragone per dominare il mercato globale, Marco Valerio Lo Prete racconta il “caso Byd” e come l’Europa, ancora paralizzata da lentezze regolatorie e industriali, rischia di perdere il primato nell’automotive proprio a casa sua.

Educare con fionde, sassi e carrozzine

A proposito di futuro parcheggiato in garage, Tempi continua a celebrare i suoi trent’anni di sfida di Davide contro Golia («Noi ci mettiamo la fionda, voi metteteci il sasso», scrive Emanuele Boffi nell’editoriale), ricordando l’intuizione corsara di Luigi Amicone e il consiglio di don Giussani: «Fate quel che volete in massima libertà, ma fate in modo che in ogni numero ci sia almeno una pagina, anche solo una, in cui si avverta il riverbero dell’incontro che vi ha cambiato la vita».

Si capisce allora l’intervento di Giancarlo Cesana, protagonista al Meeting di Rimini dell’incontro organizzato da Tempi con don Maurizio Patriciello e il magistrato Domenico Airoma sul rischio educativo: cioè la consegna della propria vita a una verità più grande e alla libertà di un altro, piuttosto che perderla nella neutralità che genera solo indifferenza. O ancora nelle soft skills: secondo David Steiner, insegnare competenze senza solide conoscenze è un sicuro passaporto verso l’ignoranza: servono maestri pronti a condividere il destino dei ragazzi, spiega Francesco Magni nel “nocciolo della questione” del numero. Non mancano esempi di educazione all’opera. Leone Grotti è andato in trasferta nella “sua” Rimini, dove grazie ai volontari della cooperativa Amici di Gigi, la “Spiaggia libera tutti” che offre accesso gratuito e sicuro al mare per persone con disabilità e alle loro famiglie è diventata “un pezzo di paradiso” per l’intera città.

Dal paradiso alla santità concreta

Tempi si occupa di paradiso raccontando anche due giovani santi, che saranno canonizzati insieme il 7 settembre: Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis. Due ragazzi che incarnano la capacità di confrontarsi con il mondo senza paura, con radicale fedeltà. Pier Giorgio Frassati, raccontato da Piero Vietti, vive la fede “verso l’alto” tra montagne, amici e poveri, mostrando che la santità è discreta, coraggiosa e concreta. Carlo Acutis, come emerge dall’intervista di Giuseppe Beltrame alla madre Antonia Salzano, trasforma il quotidiano in evangelizzazione, vivendo in profonda comunione con l’Eucaristia e donandosi agli altri con generosità e costanza.

Le clamorose rivelazioni di Mori

Dal paradiso all’inferno: il 13 maggio, il generale Mori in Commissione antimafia ha detto ciò che nessuno osa pronunciare: le stragi di Falcone e Borsellino non furono solo opera di Cosa nostra, ma si consumarono tra magistrati compromessi e indagini sabotate. La mafia conosceva in anticipo i movimenti dello Stato; i “requirenti” palermitani voltavano lo sguardo o depotenziavano le indagini. Sul numero di settembre Peppe Rinaldi ricostruisce un’Italia più drammatica di qualsiasi leggenda nera: corruzione, connivenze, silenzi. «O il generale mente o devono spiegare», ha sintetizzato il senatore Maurizio Gasparri a Tempi.

Sul fronte interno, prosegue il dialogo di Tempi sulla crisi di Milano: Lorenzo Margiotta ha intervistato l’europarlamentare Pd Irene Tinagli. Case troppo care, salari fermi, politiche pubbliche assenti: problemi comuni alle metropoli europee, ma le soluzioni richiedono strumenti diversi – housing sociale, regolamentazione degli affitti, partnership pubblico-privato.

Dalla Françafrique all’apocalisse

Rodolfo Casadei ci porta in Sahel, teatro di una partita a tre dopo la ritirata francese: Russia, Stati Uniti, jihadisti. Mali, Niger e Burkina Faso oscillano tra Mosca e Washington, mentre Togo e Benin restano pedine strategiche sul Golfo di Guinea. Instabilità africana non più confinata, ma condizionante flussi migratori, traffici e sicurezza europea.

Sul piano parallelo, Peter Thiel contempla un’altra partita globale: non più territoriale, ma escatologica. Tra miliardi accumulati con Palantir e investimenti nell’IA, il visionario libertario ritratto da Mattia Ferraresi riflette sul katéchon, sull’Anticristo e sulle forze che trattengono il male prima che diventi irreversibile.

Vino, luna e flanneryte

Ampio spazio ai nostri appuntamenti fissi: Caterina Giojelli racconta in Sicilia il vino dell’Etna Orygini e la sua maturazione a 48 metri di profondità al largo delle isole dei Ciclopi. Lorenzo Malagola ricorda Pasolini a cinquant’anni dalla morte, Renato Farina denuncia il contratto leonino tra Armenia e Azerbaigian, Fabio Cavallari esalta il silenzio, Marco Invernizzi ricorda il massacro in Congo e la persecuzione cristiana. Marina Corradi rivive l’eco di una profezia folle sul mondo post nucleare in una luna memorabile, Berlicche ammonisce Malacoda, Pier Paolo Bellini ricorda che il tradimento più grave è smettere di ascoltare il volto dell’altro. Immancabile la vignetta di Guido Clericetti e la confessione di Simone Fortunato: «Ho la flanneryte e so come si cura».

Tutto questo e altro ancora nel nuovo mensile di settembre in arrivo nelle case degli abbonati, che nell’attesa possono già sfogliarlo in formato digitale nell’area riservata del sito. Gli insegnanti ricordino: la Carta del docente consente l’abbonamento. I non abbonati, invece, cosa aspettano ad abbonarsi?

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