Il rapporto Sicard è davvero pro eutanasia in Francia? Nì. Ma Hollande ha letto solo due righe

Francois Hollande ha annunciato che entro giugno proporrà una legge per introdurre l’eutanasia in Francia. Ma il rapporto Sicard dice: «Non raccomandiamo di adottare nuove disposizioni legislative urgenti sulle situazioni di fine vita».

Francois Hollande ha annunciato che entro giugno proporrà una legge per introdurre l’eutanasia in Francia. Il presidente socialista, attraverso un comunicato dell’Eliseo, si basa sul rapporto appena redatto dal Comitato di bioetica guidato dal grande scienziato ateo Didier Sicard. Ieri, appunto, la commissione incaricata di valutare l’introduzione di «un’assistenza medicalizzata per concludere dignitosamente la vita» ha consegnato al presidente il suo responso. Peccato che Hollande abbia deciso di considerare solo poche righe su 140 pagine di rapporto.

«ATTENTI A DEPENALIZZARE L’EUTANASIA». Il documento della Commissione francese, infatti, come riporta il Foglio afferma: «Se il legislatore si prendesse la responsabilità di una depenalizzazione dell’eutanasia, la commissione intende mettere in guardia a proposito dell’importanza simbolica del cambiamento di questo divieto perché: l’eutanasia impegna profondamente l’idea che una società si fa del ruolo e dei valori della medicina; ogni spostamento di un divieto crea necessariamente delle nuove situazioni limite, provocando una domanda infinita di nuove leggi».

«SERVONO LE CURE PALLIATIVE». In Francia vige la legge Leonetti, che vieta eutanasia e suicidio assistito. Il rapporto usa decine e decine di pagine per affermare che l’applicazione «della legge che ha lo scopo di garantire le cure palliative è insufficiente, dopo 13 anni», che l’applicazione di quella «relativa ai diritti del malato (legge Kouchner) è insufficiente dopo 10 anni», che l’applicazione «della legge Leonetti è insufficiente, dopo 7 anni». E rimarca che bisogna dare un maggiore accesso alle cure palliative. Si legge poi: c’è «l’esigenza di applicare risolutamente le leggi attuali, piuttosto che di immaginarne continuamente di nuove», bisogna stare attenti alla «utopia di risolvere con una legge la grande complessità delle situazioni di fine vita».

«NON ADOTTARE NUOVE LEGGI». Perché allora il presidente socialista Hollande ha affermato attraverso un comunicato dell’Eliseo che «malgrado l’aiuto indubitabile della legge Leonetti, la legislazione in vigore non permette di rispondere all’insieme di preoccupazioni legittime espresse dalle persone che soffrono di malattie gravi e incurabili»? Perché ignorando le 140 pagine di rapporto, il presidente prende le poche righe del rapporto in cui Sicard e la sua squadra fanno una concessione alla mentalità più in voga secondo cui la volontà del singolo è la cosa più importante e ogni desiderio, in ultima analisi, è un diritto. Per cui scrive che sarebbe «crudele lasciar morire o lasciar vivere senza dare la possibilità di un gesto compiuto da un medico che acceleri il sopraggiungere della morte» e parla di «sedazione terminale». L’indicazione della commissione, però, sembra più improntata ad escludere il rischio di accanimento terapeutico, più che a introdurre l’eutanasia, tanto che aggiunge: «Non raccomandiamo di adottare nuove disposizioni legislative urgenti sulle situazioni di fine vita».

LA SCELTA DI HOLLANDE. Didier Sicard è il grande vecchio della medicina e della bioetica francese. Dal 1999 al 2008, per volere di Chirac, è diventato presidente della Commissione consultiva nazionale di Etica (Ccne). Nel 2008 ha lasciato l’incarico per diventare presidente onorario del Ccne. Hollande, che nel suo programma ha promesso di legalizzare l’eutanasia, ha commissionato quest’anno a Sicard uno studio sul fine vita. Dopo oltre cinque mesi di lavoro, il rapporto è arrivato e specifica che «sarebbe illusorio pensare che l’avvenire dell’umanità si riassuma nell’affermazione senza limite di una libertà individuale, dimenticando che la persona umana non vive e non si inventa che nel legame con altri e dipendendo da altri». Queste sono parole che non vanno nella direzione della legalizzazione dell’eutanasia, come annunciato da Hollande ripreso in pompa magna da tutti i giornali, ma il presidente socialista ha scelto di ignorarle.