Il Psg su Lucas. E il fair play finanziario?

Ieri la notizia: i parigini sarebbero vicinissimi al ’92 brasiliano. Si parla di un’affare da 45 milioni di euro, in barba ai dettami di Platini. Ma gli strapoteri calcistici davvero sono una garanzia?

La notizia sta facendo il giro del mondo sportivo, illuminando questi giorni di noioso calcio mercato: il Paris Saint Germain, giocattolo “sportivo” dello sceicco Al Thani, si sarebbe assicurato l’astro nascente Lucas, oggetto del desiderio di mezza Europa, su tutti Inter e Manchester United. Non contento di aver elargito decine e decine di milioni di euro per vedere giocare tra le fila della squadra parigina campioni come Ibrahimovic, Thiago Silva, Lavezzi e la promessa italiana Verratti, inseriti in un telaio che già prevedeva la partecipazione di Thiago Motta, Pastore, Menez, Maxwell, Sirigu, ecco un nuovo campione: mancano ancora le conferme ufficiali sia da parte del San Paolo che da parte del giocatore (il suo agente ieri ha smentito il tutto) ma la stampa brasiliana dà per fatto ormai l’affare.

Pareva che l’Inter qualche giorno fa fosse a un buon punto della trattativa, destinata a competersi il giocatore coi Red Devils. Ma sia la squadra milanese che quella inglese avevano fatto i conti senza l’oste, Leonardo, direttore sportivo del club parigino: di questi tempi sembra che l’unico sport dell’ex-giocatore del Milan sia far sentire il fruscìo delle banconote e accaparrarsi qualche nuovo talento, strappandolo ad altri club, meglio se italiani. Sono ben 45 (quarantacinque!) i milioni di euro che Leo ha promesso per acquisire il forte centrocampista d’attacco verdeoro. Milioni di euro che si vanno a sommare ai settanta e passa per l’operazione Ibra-Thiago Silva, trenta per Lavezzi, e “spiccioli” per il giovanissimo Verratti.

Ora sarebbe troppo comodo indignarsi: magari facendo la figura della volpe, che, nella famosa fiaba, non potendo “fisicamente” mangiare l’uva concluse che tanto non aveva fame. È però un dato di fatto che la coppia Leonardo – Ancelotti sta pescando sempre e comunque tra le fila delle squadre italiane, e ora, anche inserendosi in trattative che vedono protagoniste le compagini del Bel Paese; le quali, dal canto loro, hanno già i loro bei grattacapi, dibattendosi nella crisi economica che attanaglia l’economia europea. Già, perché le casse di nessun club sono un pozzo senza fine.

Se ne sono resi conto anche Real Madrid e Barcellona, che dopo aver prosciugato per anni le banche spagnole accumulando debiti colossali, quest’estate, zitti zitti, stanno conducendo un calciomercato di pura rendita e senza plateali follie: al Barça si conta il “solo” arrivo di Jordi Alba, mentre in casa merengues tiene banco da settimane la telenovela Modric, unico obbiettivo di Mourinho.

Che fare ora? Per prima cosa domandarsi se effettivamente il tanto decantato fair play finanziario griffato monsieur Platini sia efficace o sia tutto fumo negli occhi per Moratti, Berlusconi & co., usato a questo punto per agevolare gli “amici” (e parenti) francesi.
E poi, la storia dei vari strapoteri calcistici, se escludiamo il Barcellona, è destinata a sgonfiarsi (ve lo ricordate il Real di Zidane, Ronaldo, Beckham? Non vinse tanti trofei, quanto la somma di campioni sembrava promettere): nel calcio, come in politica, spesso, 1 + 1 non fa 2.