“Il mulino del Po” di Riccardo Bacchelli è stato per me un’autentica sorpresa. Avevo finalmente trovato un libro che non mentiva e manteneva le promesse. Una vera festa del cuore
Il mulino del Po per me è il più grande romanzo cattolico italiano del Novecento. Nelle mie chiacchiere con il direttore Boffi (che non me lo concede mai) sostengo che sia superiore anche al Manzoni de I promessi sposi. Attraverso e grazie alle vicende di tre generazioni di mugnai di fiume (il Po del Ferrarese) passa sotto gli occhi del lettore un secolo di storia italiana: dalle guerre napoleoniche alla Prima Guerra mondiale, con i cambiamenti sociali e politici, l’affacciarsi di nuovi soggetti economici (il capitalismo), l’irrompere delle ideologie (prima giacobina e poi socialista), le ferite inferte all’esperienza che era di popolo e cattolica. L’italiano di Riccardo Bacchelli è un italiano alto, colto, a volte di difficile lettura.
Il mio incontro con Bacchelli
Prima di presentarvi il brano che ho scelto, mi si permetta una piccola digressione personale: quando incontrai Bacchelli ero, allora, piuttosto disperato. Alla tivù non davano più niente di interessante, inoltre a me, uomo...
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