Esserci
Il pericolo maggiore: la perdita del gusto di vivere
Si parla di intelligenza artificiale un po’ ovunque. Tra cieca fiducia nel progresso e irrazionale terrore della probabile messa in discussione di usi consolidati.
Pare però unanime la richiesta di regole che mettano al riparo adolescenti e giovani dai rischi dell’impatto delle nuove tecnologie. È una giusta attenzione, ma non basta.
«Il pericolo maggiore che possa temere l’umanità», diceva Pierre Teilhard de Chardin, «non è una catastrofe che venga dal di fuori, non è né la fame, né la peste»… né un uso fuori controllo delle nuove tecnologie, potremmo aggiungere oggi… «è invece quella malattia spirituale, la più terribile perché il più direttamente umano dei flagelli, che è la perdita del gusto di vivere».
Tra qualche giorno sarà Natale. Non è l’inizio di una religione, ma l’accadere di una fede, della possibilità di affidarsi a Dio, al senso della vita, che in Cristo ci è diventato compagno.
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