«Il numero dei cristiani nella Striscia di Gaza è diminuito in modo precipitoso»

Se fino a pochi anni fa nei territori controllati dai terroristi di Hamas vivevano 1.700 cattolici, ora quel numero si è ridotto a 130

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Il numero dei cattolici che vive nella Striscia di Gaza continua a diminuire. L’allarme è stato lanciato dal vescovo Oscar Cantu di Las Cruces, New Mexico, che insieme ad altri vescovi americani ed europei ha celebrato il 14 gennaio una messa nella parrocchia della Sacra Famiglia, a Gaza, in occasione dell’incontro annuale del Coordinamento Terra Santa. Se fino a pochi anni fa nei territori controllati dai terroristi di Hamas vivevano 1.700 cattolici, ora quel numero si è ridotto a 130.

«Il numero dei cristiani è diminuito in modo precipitoso», ha dichiarato al Catholic News Servicce. «È triste ma per i giovani ci sono poche opportunità, per non dire nessuna. Sono poco incoraggiati a rimanere». Secondo l’arcivescovo di Cape Town, Sudafrica, Stephen Brislin, «molti si ritrovano costretti a scegliere tra restare o andarsene per poter continuare gli studi e trovare lavoro. Questo ovviamente causa problemi anche alla comunità cristiana. I giovani che restano a Gaza sono i veri eroi perché accettano di sacrificarsi per mettere su famiglia e mantenere viva la presenza cristiana a Gaza».

La disoccupazione giovanile nella Striscia è al 70 per cento e «la gente si sente come imprigionata», continua l’arcivescovo. «Il clima è claustrofobico. Questi giovani hanno sogni e potenziale ma il conflitto in atto» tra israeliani e palestinesi «impedisce di realizzarlo».

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