La visita negli Stati Uniti del presidente cinese, il soft power di Pechino, gli errori del tycoon. Rassegna ragionata dal web
Il presidente cinese Xi Jinping arriva alla Joint Base Andrews il 23 settembre 2026 per una visita di Stato negli Stati Uniti, accolto dal presidente americano Donald Trump (foto Ansa)
Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato il 23 settembre a Washington per una visita di Stato di tre giorni negli Stati Uniti, la prima dal 2015. Ad accoglierlo personalmente e con tutti gli onori alla Joint Base Andrews è stato Donald Trump, insieme alla first lady Melania. L'incontro è di capitale importanza, ma è difficile che produca grandi risultati, scrive Reuters:
«In una dichiarazione rilasciata al suo arrivo e diffusa dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, Xi ha espresso l'auspicio di relazioni più stabili con gli Stati Uniti, affermando che Pechino e Washington dovrebbero essere "partner, non rivali" e che la "logica storica della coesistenza pacifica" tra i due paesi non è cambiata. Per Trump (...) la visita rappresenta tanto una questione di prestigio nazionale quanto un'opportunità diplomatica di grande rilievo. (...) Non sono attese svolte importanti. Secondo gli analisti, è probabile che i risultati concreti si limitino alla proroga della tregua commerciale in scadenza...
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