Gli Usa sono pronti ad attaccare l’Iran, assicura Trump, per punire il regime della strage compiuta tra l’8 e il 9 gennaio: migliaia di iraniani sono stati trucidati su ordine di Khamenei
Una stanza dell'obitorio di Kahrizak, a sud di Teheran, in Iran, pieno di cadaveri dei manifestanti uccisi l'8 e 9 gennaio dalle forze di sicurezza di Ali Khamenei durante le manifestazioni (foto Ansa)
«Sepehr, dove sei figlio mio? Sono tuo babbo. Sepehr alzati, sono venuto per te! Ti troverò, figlio mio!». Ha fatto il giro dell’Iran (e del mondo) il lungo filmato (attenzione, le immagini sono molto forti) di un padre che segue le scie di sangue nel Centro di diagnostica forense di Kahrizak e, tra centinaia di altri familiari, apre i tanti sacchi neri per trovare il cadavere di suo figlio. La ricerca dura più di dieci minuti, fino a quando con la voce tremante l’uomo esplode tra i singhiozzi: «Khamenei, bastardo, che Dio ti maledica. Vieni a vedere che cosa hai fatto, hai ucciso così tanti giovani».
Il filmato si interrompe prima che l’uomo concluda la sua ricerca e non si sa se Sepehr sia tra le migliaia di vittime della folle mattanza ordinata dal regime islamico di Teheran contro la popolazione. La repressione violenta delle proteste iniziate il 28 dicembre per ragioni di carattere economico, e poi deflagrate in tutto il paese fino a minacciare la tenuta del regime, non ha eguali ...
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