Il Le Monde attacca Hollande a suon di vignette. «È come Sarkozy»

Le Monde attacca il presidente Hollande a suon di vignette. L’inquilino dell’Eliseo aveva promesso misure alternative per trattare i rom. Invece ad agosto sono avvenuti sgomberi come quando c’era Sarkozy.

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«Caro François Hollande, non è per questo che ti abbiamo votato», scrive in un editoriale Audrey Pulvar, direttrice del settimanale Les Inrocks, espressione della sinistra parigina; «gli sgomberi contraddicono una delle promesse del Presidente» dichiarano i Verdi, alleati dei socialisti nel governo francese; «con questa nuova caccia ai rom, siamo ripiombati nella più sordida tradizione sarkozysta» attacca l’Npa, formazione di estrema sinistra. Tutti a dare contro a Francois Hollande, il “presidente normale”, la speranza tricolore dopo “l’era buia” di Sarkozy, il paladino dei diritti civili che nell’ultimo mese ha sgomberato i campi rom illegali e pericolosi dal punto di vista dell’igiene come un Sarkozy qualunque.

EMERGENZA. Come da molti anni a questa parte, nel mese di agosto le periferie, e non solo, delle grandi città francesi assistono ad operazioni di sgombro e rimpatrio dei rom. Quest’anno è sucesso a Parigi, Lione, Lilla, Marsiglia. Gli sgomberi sono stati ordinati dai tribunali locali sia per le condizioni igieniche precarie sia per l’occupazione illegale di edifici statali. Hollande dunque non c’entra. Ma a scatenare la furia dei francesi è l’uso della polizia per gli sgomberi, mentre Hollande in campagna elettorale aveva promesso di trovare «misure alternative».

VIGNETTE. «Smantellare i campi in quel modo, sbattere dei bambini in mezzo a una strada serve a distruggere tutto il lavoro svolto dalle associazioni e dai volontari, siamo costernati» si è indignato il quotidiano di sinistra Le Monde, uno dei più fervidi sostenitori del socialista Hollande. Per questo il giornale ha dedicato nell’ultima settimana ben due vignette all’inquilino dell’Eliseo. La prima, datata 28 agosto (a sinistra), mostra un Hollande in versione Neil Armstrong, che afferma, mentre sullo sfondo un celerino caccia una famiglia rom dalla Francia: «È un piccolo calcio per l’umanità, ma un grande passo per la vacuità delle mie promesse».

PRESIDENTE NORMALE. La seconda invece è del 31 agosto (a destra) e fa riferimento al caro benzina. Un Hollande in versione benzinaio accoglie i camion carichi di rom, che si dirigono in direzione «fuori di qui!» spinti da un celerino, con queste parole: «Approfittate! Il costo del carburante si è abbassato di 6 centesimi!». Hollande ha proprio deluso l’establishment e il mondo intellettuale che lo appoggia da sempre. Ma si sa, in campagna elettorale si promette, poi però bisogna amministrare il paese e fare i conti con la realtà. E per convincere i rom ad abbandonare il luogo in cui vivono, anche se illegalmente, non basta un gentile invito o una pacca sulla spalla. Alla fine l’inquilino dell’Eliseo si è proprio rivelato un “presidente normale”, come Sarkozy.

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