Il grande intrigo sull’asse Milano-Hammamet e una sola di 101 anni

Bokassa

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Fonti accreditate assicurano che la fontana di piazza Castello ritornerà in piazza Castello a Milano, grazie a un’operazione di spionaggio internazionale, su cui alcuni sceneggiatori di Hollywood stanno già lavorando. Come tutti sanno, la fontana doveva essere sopra una terrazza tunisina di casa Craxi a Hammamet. Sempre secondo le fonti sopraddette, pare che il vicesindaco milanese, Riccardo De Corato, abbia contattato, alla vigilia dello scorso Natale, il violoncellista bielorusso-ceceno Sola Markettevic-Ulam (che in antico unno voleva dire “zoccola”), nota spia sopravvissuta all’“Orchestra Rossa” per un’azione spettacolare di recupero della fontana. Sola ha oggi 101 anni. Bettino Craxi, subodorata la cosa, aveva dispiegato la sua guardia palestinese, tutti vestiti in lungo caffettano color caffelatte, davanti al portone della villa. Markettevic invece aveva mobilitato alcune spie del Mossad, discendenti dalla tribù di Dan: tutti ebrei negri, che fanno i taxisti a New York. A quanto si dice, sembra che l’azione sia stata concitata. Craxi sarebbe riuscito a agguantare Markettevic mentre scavalcava un muretto. Il problema è che il bielorusso-ceceno, per lo sforzo, stava facendo un pisolino proprio a cavallo del muro. Nessuno l’avrebbe scoperto, se Markettevic non fosse stato svegliato da un walkie-talkie che collegava De Corato, il quale impaziente lo sollecitava all’azione. Craxi individuava prontamente la fonte auditiva e cominciava a gridare: “Lo vuoi capire, testone di c… che la fontana è in un magazzino comunale a Milano?”. Markettevic trasaliva e straparlava, De Corato continuava a gracchiare nel walkie-talkie: “Prondo, prondo, prondo…” denunciando la sua evidente origine magrebina. Solo verso le due di notte è intervenuta la polizia tunisina e Markettevic è stato isolato nel deserto, sotto una capanna sprangata. Sembra che, dopo il ritrovamento della fontana, interverrà il Consiglio di sicurezza dell’Onu per la liberazione di Markettevic e l’incriminazione al tribunale dell’Aja di De Corato.

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