Per cosa sarei pronto a sacrificare tutto come il mercante della parabola evangelica? Due fra le opere più belle di Steinbeck e Buzzati sembrano ispirarsi proprio al racconto di Gesù
Domenica scorsa nel rito ambrosiano a Messa erano proposte alcune parabole di Gesù tratte dal Vangelo di Matteo. Una di queste mi intriga particolarmente: un’intera grande storia concentrata in poche frasi. È la parabola del mercante di perle: «Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra» (Mt 13,45-46). Non so come mai questo racconto di Gesù mi affascini così tanto: forse per il desiderio che ritrovo così chiaro in tanti giovani – da adulti esiste il rischio di sedersi – d’incontrare qualcosa di talmente prezioso e bello, che valga la pena di mollare tutto il resto per esso. Come ricordava anche la (mitica) sciatrice Sofia Goggia in una recente videointervista, fare un sacrificio (sacrum facere) non significa appena “fare una rinuncia”, ma riconoscere che una precisa cosa (la Perla) è talmente importante da essere sacra: il sacrificio è all’insegna del segno “più”, non del “me...
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