Il giocattolo di Via Solferino e strafalcioni Rai

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Il Corriere va…

Il primo fendente lo ha menato “Il Foglio” secondo tradizione. L’occasione era proprio ghiotta: curiosare un poco nella vicenda Corriere della Sera pena i travagli di Mediobanca. E quel pezzo in apertura di prima pagina ha generato malumori in larga misura prevedibili. Lo scenario è appassionante e i protagonisti tutti dei numeri uno. Vediamo un po’. La bufera che si sta abbattendo sul moloch Mediobanca rischia di trascinare nella confusione anche il Corriere della Sera. La tenaglia retta dalla coppia Cuccia-Romiti, in una stagione di riassetti e concentrazioni che vedono impegnatissimi gli Isituti di credito, sta forzatamente allentando la morsa sul quotidiano di via Solferino. La cosa interessante da capire ora è la seguente: verso quali lidi si accaserà il più venduto giornale italiano. Oggi pare in vantaggio la cordata Unicredito e Imi San Paolo. Con la benedizione della famiglia Agnelli, soprattutto di Umberto che non ha mai avuto feeling con l’ex amministratore delegato della Fiat.

E se perde Cuccia, esce infatti ridimensionato anche l’avversario Romiti. Va da sé che per il momento tutte le voci che parlano di un imminente uscita di scena dell’attuale direttore del Corriere Ferruccio De Bortoli vangano ad affievolirsi. Tocca a lui gestire la fase della transizione.

In attesa che si consumino i botti finali. Poi si scatenerà la battaglia per una poltrona sicuramente scomoda. Ma anche comoda.

La guerra degli errori La guerra è fonte di dolori e pure di strafalcioni giornalistici. Sabato 20 marzo 1999, tg2 delle 20,30. Il mezzobusto nel lanciare il servizio sulla crisi balcanica parla di posizione intransigente del presidente jugoslavo Milutinovic. Peccato che il numero uno serbo si chiami Milosevic. Milutinovic tutt’al più è un bravo allenatore di calcio. Ma non fa nulla, una distrazione. Due ore dopo, apertura del tg2 di mezza sera. Cambio nella conduzione. Il giornalista legge: “Il presidente della Serbia Milutinovic”. Come dice quel tale della reclame che sta nelle vicinanze di San Pietro? “Ma allora ditelo!”.