Casca il mondo
Il fuoco della famiglia
«E i giovani ribelli adesso fanno danze attorno a un fuoco spento», il nuovo singolo di Marracash scala le classifiche. Ci si ritrova così, con un anno nuovo di zecca su cui investire energie ed entusiasmo, ma senza tizzoni ardenti per alimentare un vero fuoco.
Siamo stati ribelli per tutto l’anno passato per poi trovarci con un cerino spento in mano. Dopo aver prodotto ogni sorta di contenuti inclusivi e liberi dai ceppi di ogni stereotipo, il Corriere della Sera ripropone uno degli articoli più apprezzati del 2024: la storia di Francesca Dondi, 35 anni, che ha messo in pausa la sua brillante carriera per dedicarsi ai tre figli. Senza rimpianti, felice e lucida nel fare i conti con l’impegno di essere madre.
A fronte di una cascata di titoli sconcertanti e truccati con ogni sfumatura di eccesso, è spiazzante ritrovarsi dei lettori recidivi nel puntare gli occhi su storie in cui si ode il crepitio di un vecchio camino capace di scaldare l’umano.
Di sicuro, il modo migliore per spegnere anche le braci più piccole è trasformarle in tendenza. Vilma Larsson è una bellissima svedese di 25 anni, «ha lasciato il lavoro per diventare una fidanzata casalinga e dice di non essere mai stata così felice». Cresce il numero di ragazze che ammettono la preferenza di essere una donna di casa, madre anche, e di non sentire la mancanza di una carriera finanziariamente redditizia ma stritolante. Sono state racchiuse nella tendenza delle “soft girls”, creando sussulti di sdegno in quel femminismo che punta tutto su una libertà emancipata da ogni relazione feconda con il maschile. Tante battaglie per poi ritrovarsi alla porta lo spettro preistorico di Wilma Flintstone.
Definirla tendenza, però, è mettere nel gran calderone delle trovate occasionali un vagito che, forse a tentoni, balbetta un’ipotesi di radicamento in un tempo usa e getta. Magari non è “soft” quello che crepita sotto sotto, ed è invece un’eco flebile della sopita avventura di costruire una casa di mattoni e anime.
«Dalla politica del figlio unico ai corsi d’amore per spingere le coppie a fare più figli». Accade in Cina ed è una strategia eccellente, per buttare un oceano d’acqua sulla cenere tiepida. Tra le nuove politiche a favore della natalità c’è la proposta di lezioni rivolte agli studenti single per offrire una «conoscenza sistematica del matrimonio, comprese le gioie dello stare insieme e soprattutto dell’avere più figli».
Il fuoco della famiglia si propaga per condivisione del calore, e anche delle bruciature. Una conoscenza sistematica del matrimonio è impossibile, e proposta in questi termini dissuaderebbe chiunque a pronunciare un sì. Quanto alle gioie, c’è da scommettere che pochi uscirebbero da un ipotetico corso di «ermeneutica della comunicazione domestica» con un vago desiderio di sposarsi e sentirebbero, invece, accendersi il guizzo di uno slancio indomito ascoltando le acrobazie quotidiane di un padre e una madre alle prese con incomprensioni e malumori tra cucina, bagno e camera da letto.
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