“Il diritto di contare”. Vincere i pregiudizi ma senza retorica

La vicenda di tre matematiche nere impiegate alla Nasa e vittime di pregiudizi. “Il diritto di contare” è un film interessante

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Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola (vai alla pagina degli abbonamenti) – Film corale ben interpretato dalle tre attrici protagoniste, più Kevin Costner che tira fuori una delle sue prove migliori. È una bella storia vera, con alcuni passaggi semplificati o romanzati, raccontata con un tono leggero dal regista del bel St. Vincent, piccolo film su un alcolizzato che ritrova una ragione per vivere nell’amicizia con un ragazzino perduto. Insomma, una storia con al centro un tizio che cambia perché è guardato in modo diverso.

Il diritto di contare racconta una vicenda analoga: i pregiudizi, anche quelli sottili che si nascondono dietro le buone maniere, vengono pian piano scardinati da queste tre tipe che si fanno un mazzo così sul posto di lavoro. Melfi, insomma, racconta una storia di razzismo più o meno strisciante, accantonando la retorica e facendo leva sul buon senso e sui fatti: quello più evidente è che lavorando insieme ci si guadagna tutti e si spedisce John Glenn nello spazio.



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