Il direttore dell’Unità «epurato» perché contrario alla pubblicità degli atei?

Claudio Sardo lascia la direzione del quotidiano della sinistra. Un normale avvicendamento legato ai cambi nella proprietà? Non solo

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Claudio Sardo non è più il direttore de L’Unità, la storica testata di sinistra. Perché? La risposta alla domanda potrebbe essere molto semplice e riguardare i nuovi assetti societari del quotidiano e, quindi, un normale avvicendamento alla direzione. Oppure ci potrebbe essere dell’altro, come fanno intendere altri due giornali, Avvenire e Europa.

UN COVO DI CATTOLICI. Da un lato, c’è la crisi del giornale. L’Unità, infatti, non versa in buone acque. Come spiega Europa «lunedì 16 settembre l’assemblea straordinaria di Nuova Iniziativa Editoriale, il gruppo che edita il giornale, ha deliberato un aumento di capitale di 5,5 milioni, dopo aver approvato la copertura delle perdite cumulate al 31 luglio scorso per 12,7 milioni, legate anche al calo dei contributi statali. Il rafforzamento patrimoniale è stato sottoscritto per la maggior parte da Matteo Fago, imprenditore del web, passato così dal 16 per cento della proprietà al 47,3 per cento, divenendo così il nuovo socio di riferimento».
Insomma, essendo stati cambiati gli assetti societari, viene cambiato anche il direttore. Ma chi è Matteo Fago? Come spiegava solo qualche giorno fa il Corriere della Sera, Fago è il socio di Lorenzo Fagioli, con cui ha fondato la casa editrice L’Asino d’oro che, come si legge sul sito, «si è affermata con i libri di Massimo Fagioli». Massimo è il padre di Lorenzo, è «l’inventore di una psicanalisi collettiva – scrive il Corriere – disconosciuta dalla comunità scientifica ufficiale» e soprattutto è il guru di Left, allegato del sabato dell’Unità. Dopo il cambio di proprietà, Massimo Fagioli ha esultato perché «l’Unità era diventata un quotidiano cattolico come Avvenire, come Repubblica dopo questa storia di Scalfari e il Papa».

PREGIUDIZIO ANTI-RELIGIOSO. Proprio su Left, tempo fa, è stata pubblicata una pubblicità dell’Uaar (Unione atei agnostici razionalisti, il cui presidente onorario è Piergiorgio Odifreddi) che ha fatto infuriare Sardo. In essa appariva la scritta “Senza D” e l’esergo: «10 milioni di italiani vivono bene senza D». “D” è la lettera della parola “Dio” su cui appare una X. Io al posto di Dio.
Il 14 ottobre, il deputato del Pd Ernesto Preziosi aveva scritto una lettera all’Unità, protestando contro la pubblicità dell’Uaar: «Caro direttore, cosa ha a che fare quella pagina con il progetto dei democratici? Abbiamo bisogno di una laicità positiva, non suggestionata dalle derive di un pensiero più individualista che solidale». Propoganda propaganda ateistica o antiteistica, la definiva. Alla missiva, Sardo rispondeva in maniera chiara, scrivendo di condividere quelle preoccupazioni, e di ritenere che quella campagna pubblicitaria non avesse nulla da spartire «con la storia dell’Unità e con gli orizzonti della cultura democratica in Italia. (…) Perché contiene un pregiudizio anti-religioso, che va ben oltre la libertà di coscienza e collide con la prospettiva di una sinistra di credenti e non credenti».
Sarà quindi solo una coincidenza che Sardo – inviso al clan di Fagioli – non sia più il direttore dell’Unità? Né Europa, giornale di sinistra, né Avvenire lo credono. Sul primo è scritto nero su bianco che «l’esito di queste polemiche è che Claudio Sardo non è più il direttore dell’Unità». Sul secondo si dice che Sardo è stato «epurato» e si ricorda che «già in aprile Claudio Sardo era entrato nel mirino iconoclasta dell’Uaar: aveva scritto che il messaggio cristiano “non può lasciare indifferente chi dà alla fraternità umana prospettiva solo umana”. Per di più era il giorno di Pasqua».

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