Il diavolo veste Prada (cioè Michelle Obama e non Ann Romney)

La direttrice di Vogue Anna Wintour è un’obamiana di ferro. Per questo, si dice, fa lobbying per l’attuale first lady, boicottando come può la moglie dello sfidante

È comune pensiero che Anna Wintour, la direttrice di Vogue America, sia un essere senza cuore. Su di lei sono stati scritti fior fior di editoriali  per il modo in cui è in grado di far cambiare i calendari delle sfilate di modo che le date non siano per lei troppo scomode, o di far cancellare intere collezioni se qualche capo non le aggrada, come lungamente descritto nel film Il diavolo veste Prada. Al momento Anna, più che con la moda, è impegnata con la campagna elettorale, visto che supporta Barack Obama sin dalla sua prima candidatura. In queste ultime fasi, la direttrice di Vogue sta organizzando cene e eventi per raccogliere fondi per il suo presidente, certa di poter contare sull’appoggio di molte star, tra cui Scarlett Johannsson, Eva Longoria, Bruce Springsteen, Sarah Jessica Parker.

UFFICI STAMPA SILENTI. Ma ciò non le sembra abbastanza e, in una guerra senza esclusioni di colpi, la Wintour ha chiamato a sé gli stilisti. Per far sì che questi non regalino o vestano Ann, la bella moglie di Mitt Romney. Che la moda vezzeggi invece Michelle Obama è evidente. Non c’è look che l’atletica Michelle sfoggi che non venga poi esaltato dai giornali e dai fotografi, e le case di moda fanno a gara per vestirla nelle occasioni pubbliche, anche se Michelle non disdegna le catene low cost. Il blog di moda, sempre molto informato, Fashionista racconta di aver ricevuto un comunicato stampa in cui si legge che il guardaroba della Obama sfoggiato in questi ultimi dibattiti è diventato l’obiettivo dei principali stilisti. E la Romney? Gli uffici stampa degli stilisti – come Oscar de la Renta o Diane Von Fustenberg – non hanno voluto commentare la scelta dei capi indossati da Ann, come se qualcuno dall’alto avesse vietato loro di esserne orgogliosi. Qualcuno con un caschetto biondo perfetto e lo sguardo glaciale.

STILISTI DEMOCRATICI. Women’s wear daily, un altro sito bibbia della moda, riporta le percentuali di donazioni fatte da stilisti in questa campagna. Il 53,9 per cento ha elargito dollari a Obama, mentre il 45,9 per cento ha donato per Romney. A confortare tutti ci ha pensato però la personal shopper delle star, Amanda Reno, dichiarando una cosa ovvia. «Nel caso in cui fosse la Romney a diventare la first lady, non c’è pericolo che debba arrovellarsi sul cosa mettersi. Tutti gli stilisti faranno sempre e comunque a gara per vestirla».