Rassegna ragionata dal web per ricostruire lo scontro intorno al problema del “controllo concomitante” dei giudici contabili sui progetti del Pnrr, emblema delle tensioni tra “poteri neutri” e democrazia politica
Foto Ansa
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Sugli Stati Generali Jacopo Tondelli scrive: «Dopo essere intervenuti per prorogare uno scudo penale già istituito da Conte e confermato da Draghi, Meloni e Fitto hanno introdotto una modifica legislativa che nega alla Corte dei conti il “controllo concomitante e preventivo” sugli atti di spesa rilevanti per il Pnrr. L’opposizione si è subito scagliata contro la norma, che ha suscitato anche la reazione di Bruxelles che ha mandato una blanda – e invero invisibile – nota critica. La quale è però diventata molto visibile grazie alla lunga e puntuta risposta del governo, che ha reso evidente una critica della quale nessuno – né l’opinione pubblica né la maggioranza degli addetti ai lavori – avrebbe avuto coscienza. Perché? C’è, evidentemente, parecchio nervosismo, dalle parti di Palazzo Chigi. Meloni è sicuramente prudente e diffidente, per natura e per ambizione».
Per capire il senso del diffuso isterismo anti Meloni, non è inutile rievocare una delle tante campagne appassiona...
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